Calcio e Finanza
·20 settembre 2026
Malagò attacca Buonfiglio: «Contro di me una questione politica e personale»

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·20 settembre 2026

Giovanni Malagò torna sul caso del mancato tesseramento che accompagna la sua elezione alla presidenza della FIGC e alza ulteriormente i toni, andando all’attacco del numero uno del Coni Buonfiglio e attribuendo la vicenda a ragioni che, nella sua lettura, andrebbero oltre il piano strettamente regolamentare.
Intervenuto a margine di Fenix, la manifestazione organizzata a Roma da Gioventù Nazionale, dove sabato 19 settembre era in programma anche un confronto sul calcio italiano con il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente federale ha risposto alle domande sulle contestazioni relative alla sua candidatura.
Alla domanda sull’eventuale esistenza di una manovra dietro al caso tesseramento, Malagò ha risposto: «La risposta la capiscono tutte le persone, chiunque, basta leggere la comunicazione». Poi ha aggiunto: «La questione è esclusivamente di carattere politico e personale».
Il riferimento è alla vicenda sulla quale il CONI ha avviato ulteriori approfondimenti giuridici dopo la relazione del procuratore generale dello Sport Ugo Taucer. Quest’ultimo ha ribadito che il possesso di un valido tesseramento debba essere considerato tra i requisiti per la candidabilità e l’eleggibilità, mentre la posizione individuale di Malagò sul piano disciplinare è stata archiviata. La questione è quindi passata alla valutazione del Comitato olimpico sotto il profilo della regolarità dell’iter elettorale federale.
Malagò è intervenuto anche sul rapporto con Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, che nei giorni scorsi ha annunciato la volontà di affidare il dossier a giuristi esperti di diritto sportivo prima di una decisione della Giunta. Alla domanda se si sia pentito di avere sostenuto Buonfiglio nella corsa alla presidenza del Comitato olimpico, il presidente della FIGC ha risposto: «Ammazza che bella domanda. Diciamo che è stupefacente tutto».
Malagò ha quindi proseguito: «Nel nostro mondo, ma credo anche nel vostro, siete tutti a dir poco sorpresi, curiosamente stupiti da certi comportamenti. Purtroppo nella vita non si finisce mai di imparare». Le dichiarazioni arrivano dopo giorni di crescente tensione intorno alla governance federale. Il CONI ha infatti avviato verifiche sulla corretta applicazione delle norme che regolano candidabilità ed eleggibilità alla presidenza FIGC, mentre tra gli scenari emersi nel dibattito c’è anche quello di un possibile commissariamento della Federazione, eventualità sulla quale al momento non è stata assunta alcuna decisione.
Malagò, da parte sua, aveva già dichiarato nei giorni scorsi di non temere una decadenza dalla presidenza e di ritenere che dietro la sequenza di contestazioni ci sia «una precisa logica». Una posizione che ora il numero uno della FIGC ha ulteriormente esplicitato, parlando apertamente di una vicenda di natura «politica e personale».
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