Calcionews24
·21 luglio 2026
Malagò conferma: «Stiamo parlando con Guardiola. Lui, Pirlo e Mancini gli unici candidati? No»

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Pep Guardiola non è più soltanto una suggestione: è un obiettivo reale per la panchina della Nazionale, come confermato da Giovanni Malagò, che ribadisce: «Stiamo parlando». Il nuovo presidente della FIGC affronta il tema in un’intervista a Cronache di Spogliatoio, in onda integralmente dal 22 luglio, anticipando contenuti che toccano sia la struttura del Club Italia sia la scelta del prossimo commissario tecnico.
Malagò racconta come ha convinto Paolo Maldini ad assumere il doppio ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia, con il supporto di Leonardo, sottolineando il cambio di metodo introdotto fin dal suo insediamento.
«Ho capovolto la clessidra…» spiega, ricordando come la scelta del CT non possa essere un atto isolato del presidente, ma il risultato di un percorso condiviso e approfondito. La gestione di Maldini, definita complessa e meticolosa, ha richiesto tempo e studio: «Molte delle sue domande richiedevano uno studio… ho impegnato due settimane, poi ci siamo abbracciati con lui e Leonardo».
L’arrivo di Leonardo, sorprendente per molti, non lo è stato per Malagò: «Per me no… Sono due facce della stessa medaglia». I due, racconta, hanno iniziato subito a lavorare a Coverciano, avviando una revisione profonda della filiera tecnica.
Il presidente federale entra poi nel merito della scelta del nuovo ct, confermando apertamente il tentativo di portare Pep Guardiola sulla panchina azzurra.
Malagò chiarisce che la scelta del nome non può essere casuale: «Questo nome deve essere frutto di qualcosa che hai in comune». E, nonostante le difficoltà economiche, ammette che si possono fare eccezioni: «Delle eccezioni che ad esempio possono riguardare il nome che, diciamo, in queste ore è così prepotente. Guardiola? Sì».
Il dialogo è aperto, anche se non garantisce un esito positivo: «Non è detto che questa cosa vada in porto, però credo comunque che sia stato giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo». Una trattativa che non rappresenta mancanza di rispetto verso altri profili già valutati, ma un’opportunità generazionale e tecnica.
Malagò chiude ribadendo che il ventaglio dei candidati non è limitato ai nomi più discussi: «No, nel modo più assoluto non va ristretto…». La FIGC sta lavorando su un profilo, non su una lista chiusa, e diversi allenatori rientrano nelle categorie individuate.







































