Malagò: «La scadenza della UEFA sugli stadi per EURO 2032 può slittare» | OneFootball

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·14 settembre 2026

Malagò: «La scadenza della UEFA sugli stadi per EURO 2032 può slittare»

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La scadenza prevista per gli stadi italiani in vista di Euro 2032 potrebbe slittare. Ad aprire a questa possibilità è stato il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, intervenuto a La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento, affrontando diversi temi che riguardano il futuro del calcio italiano. Sul dossier relativo agli impianti che dovranno ospitare la rassegna continentale organizzata insieme alla Turchia, Malagò ha spiegato che un rinvio della deadline resta sul tavolo.

«È un’ipotesi che possa slittare quella deadline. Sentiamo quotidianamente la UEFA e i rapporti sono idilliaci. Abbiamo rispettato il primo traguardo e ora gli uffici lavorano sulle seconde valutazioni. Oggi siamo al 14 settembre, magari da qui al 30 qualche considerazione potrà esserci», ha dichiarato il presidente federale. Un passaggio che lascia quindi aperta la possibilità di una maggiore flessibilità sui tempi, mentre prosegue il confronto con la UEFA sui progetti degli impianti italiani destinati a entrare nel dossier per EURO 2032.


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Malagò: «Non ho paura di decadere da presidente FIGC»

Nel corso dell’intervista Malagò è tornato anche sul caso legato al proprio mancato tesseramento FIGC. La Procura generale dello Sport presso il CONI ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura federale, chiedendo ulteriori chiarimenti sulla vicenda. «Non ho paura di decadere da presidente della Federcalcio», ha spiegato Malagò. «Io sono assolutamente sereno, sono un signore abituato da molti anni ad avere qualcuno che vuole sovvertire le dinamiche di consenso popolare».

Il presidente FIGC ha quindi ricostruito le diverse questioni che hanno accompagnato gli ultimi mesi: «Non è la prima volta: c’è stato un chiaro tentativo di andare al commissariamento e non si poteva fare, poi gli ostacoli del pantouflage e ora c’è questa nuova puntata. C’è una precisa logica dietro tutto questo, ma io resto sereno». Dalla Giunta CONI in programma domani, nel cui ordine del giorno non figura la questione relativa alle elezioni federali, Malagò ha spiegato di «non aspettarsi nulla».

Spazio anche alla posizione di Diana Bianchedi, indicata per il ruolo di capo delegazione della Nazionale. Sul punto Malagò ha sottolineato come esistano numerosi precedenti e situazioni analoghe all’interno del sistema sportivo. «Ci sono moltissime rappresentazioni e persone che hanno ruoli ben più coinvolgenti nell’organizzazione del sistema sportivo, sarebbe stupefacente se non si potesse concretizzare questa cosa», ha spiegato.

Nazionale, Malagò: «Non basta qualificarsi al Mondiale»

Il presidente federale ha poi affrontato il tema della Nazionale, ponendo l’accento sulla necessità di tornare non soltanto a partecipare ai Mondiali, ma anche a essere competitivi una volta raggiunta la fase finale: «Noi non giochiamo una gara a eliminazione diretta di un Mondiale da quando abbiamo giocato la finale vinta nel 2006 contro la Francia», ha ricordato Malagò. «L’Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione. Bisogna anche guardare avanti e fare bene, per fare questo va costruito un percorso con i giovani».

In questo senso il presidente FIGC ha citato anche il lavoro svolto sui calciatori con doppia possibilità di scelta a livello internazionale. «Romano ha scelto l’Italia grazie al lavoro di Claudio Ranieri e Roberto Mancini», ha spiegato. «Ma non è il solo, ci sono diversi ragazzi che hanno facoltà di scegliere se partecipare con la maglia del padre o della madre. Stiamo lavorando tanto su questo».

L’obiettivo minimo resta comunque chiaro: tornare alla fase finale della Coppa del Mondo e ricostruire fiducia intorno alla Nazionale: «Bisogna creare una bella squadra e riportare fiducia nelle persone dopo quello che è successo. So benissimo che siamo legati a mille variabili, ma noi non dobbiamo metterci nelle condizioni che un episodio singolo possa determinare un nuovo caso amaro», ha aggiunto.

Malagò ha infine legato il proprio futuro direttamente al risultato della Nazionale: «C’è una regola non scritta per i presidenti federali, non so nemmeno se sia giusta, ma se uno fallisce quello che è l’obiettivo minimo, ovvero la partecipazione al Mondiale, è giusto che si rispetti quello che i miei colleghi prima di me hanno fatto».

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