Malagò: «L’Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione. Romano ha scelto l’azzurro grazie al lavoro di Ranieri e Mancini» | OneFootball

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·14 settembre 2026

Malagò: «L’Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione. Romano ha scelto l’azzurro grazie al lavoro di Ranieri e Mancini»

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Giovanni Malagò dice tutto: «L’Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione. Romano ha scelto l’azzurro grazie al lavoro di Ranieri e Mancini». Le sue parole

Giovanni Malagò è intervenuto ai microfoni de “La Politica nel Pallone” su Rai GR Parlamento per parlare del cammino della Nazionale italiana e delle sfide che attendono gli Azzurri nel percorso di rilancio verso l’élite del calcio mondiale.


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PAROLE – «Noi non giochiamo una gara a eliminazione diretta di un Mondiale da quando abbiamo giocato la finale vinta nel 2006 contro la Francia. L’Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione. Bisogna anche guardare avanti e fare bene, per fare questo va costruito un percorso con i giovani»

Tra i temi affrontati anche il caso di Alessandro Romano. Il numero uno della Federcalcio si è soffermato sulla decisione del giovane centrocampista del Cagliari, recentemente autorizzato dalla FIFA a difendere i colori dell’Italia anziché quelli della Svizzera.

SU ROMANO – «Romano ha scelto l’Italia grazie al lavoro di Claudio Ranieri e Roberto Mancini. Ma non è il solo, ci sono diversi ragazzi che hanno facoltà di scegliere se partecipare con la maglia del padre o della madre. Stiamo lavorando tanto su questo»

FIDUCIA – «Bisogna creare una bella squadra e riportare fiducia nelle persone dopo quello che è successo. So benissimo che siamo legati a mille variabili, ma noi non dobbiamo metterci nelle condizioni che un episodio singolo possa determinare un nuovo caso amaro»

MONDIALE – «Poi c’è una regola non scritta per i presidenti federali, non so nemmeno se sia giusta, ma se uno fallisce quello che è l’obiettivo minimo, ovvero la partecipazione al mondiale, è giusto che si rispetti quello che i miei colleghi prima di me hanno fatto»

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