Malagò presidente FIGC: «Sono figlio della FIGC, lo scopo è fare grande l’Italia. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano» | OneFootball

Malagò presidente FIGC: «Sono figlio della FIGC, lo scopo è fare grande l’Italia. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcionews24

Calcionews24

·22 giugno 2026

Malagò presidente FIGC: «Sono figlio della FIGC, lo scopo è fare grande l’Italia. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano»

Immagine dell'articolo:Malagò presidente FIGC: «Sono figlio della FIGC, lo scopo è fare grande l’Italia. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano»

Malagò, candidato alla presidenza della FIGC, ha rilasciato queste dichiarazioni nel giorno delle elezioni

Giornata cruciale per i destini della FIGC, chiamata a scegliere la sua nuova guida in un momento di profonda trasformazione istituzionale. Lo spoglio odierno decreterà chi erediterà il timone dell’organismo, delineando le strategie a lungo termine necessarie per superare la crisi strutturale del settore. A contendersi il ruolo di comando nell’urna troviamo Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, due dirigenti di lungo corso e comprovata autorevolezza nel panorama sportivo nazionale, pronti a contendersi i voti dei delegati.


OneFootball Video


Riconoscenza e identità: il discorso del numero uno del CONI

Nel corso del suo intervento davanti alla platea dei votanti, l’attuale capo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha aperto i lavori manifestando forte apprezzamento verso i vertici uscenti e nei confronti del suo diretto sfidante: “Grazie a Gabriele Gravina per quello che di importante è stato fatto e colgo l’occasione per ringraziare anche Giancarlo Abete per il suo stile”.

Subito dopo, il candidato alla presidenza ha voluto rimarcare il proprio legame storico con la galassia del pallone, richiamando i prestigiosi traguardi manageriali raggiunti nelle sue precedenti esperienze: “Sono figlio della FIGC, ho cercato solo uno scopo, fare grande l’Italia. Dal CONI a Milano-Cortina ho provato a costruire modelli vincenti, anche in contesti complessi. Sento il peso della responsabilità, che però vivo da sempre, ogni minuto”.

L’appello contro i personalismi e le riforme necessarie

Spostando il focus sulle riforme di sistema ritenute improrogabili per il rilancio del movimento, il manager romano ha esortato le diverse componenti della galassia calcistica a superare i conflitti interni per trovare una linea comune: “Vi supplico: se sarò eletto, mettiamo da parte i personalismi. Tutte le esperienze che ho vissuto erano torri di Babele, ma siamo sempre riusciti a trovare l’unanimità. Le problematiche sono note: impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile, scommesse, decreti crescita e dignità. La parola giovani resta centrale, così come la riforma Zola, a cui mi riferisco con convinzione”.

Sviluppo commerciale e lo sguardo rivolto al futuro

Secondo la visione strategica illustrata da Malagò, la crescita economica ed etica della federazione passa inevitabilmente attraverso l’ottimizzazione del brand e la ricerca di una maggiore indipendenza finanziaria: “La FIGC deve essere una fonte di ispirazione e io devo convivere con voi perché ciascuno si senta protagonista. Bisogna ottenere ricavi supplementari anche attraverso marketing e area commerciale. È una sfida complicatissima, ma tenendo la schiena dritta si può ottenere molto di più”.

In conclusione, l’aspirante presidente ha voluto lanciare un messaggio di forte ottimismo per inaugurare un nuovo corso: “Le nostre radici non sono nostalgia, ma devono diventare stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano”.

Visualizza l' imprint del creator