Malagò rompe il silenzio: «Con Pirlo era tutto fatto, poi la storia della collaborazione con il sito russo. La verità su Guardiola e Conte» | OneFootball

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·9 agosto 2026

Malagò rompe il silenzio: «Con Pirlo era tutto fatto, poi la storia della collaborazione con il sito russo. La verità su Guardiola e Conte»

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Malagò in una lunga intervista ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ ha svelato la verità su quanto successo in queste ultime settimane. Le sue parole

Le prime settimane di Malagò alla presidenza della FIGC delineano i tratti di un profondo rinnovamento per tutto il calcio italiano. L’elemento centrale della nuova gestione è l’inserimento di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale, una decisione che lo stesso vertice federale considera come una chiara discontinuità rispetto al passato.

In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il numero uno del calcio italiano ha evidenziato il valore strategico ed emblematico della nomina dell’ex campionessa olimpica: «Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana (Bianchedi, ndr) gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni…». Il presidente ha poi rimarcato la portata dell’iniziativa: «Rivoluzione culturale, direi. Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi…».


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Malagò ha poi affrontato la questione delle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, giunte a sole due settimane dall’incarico: «Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento… è andata così». Riguardo al mancato ingaggio di Andrea Pirlo come commissario tecnico della Nazionale, ha precisato: «Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea (Pirlo, ndr) con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna».

In merito ai contatti con Guardiola, il presidente della Federcalcio ha spiegato il motivo della massima trasparenza con la stampa: «E perché non farlo quando la pista Guardiola era diventata di dominio pubblico? Provare a portare Pep sulla panchina azzurra rispondeva a una precisa filosofia calcistica di Paolo e Leo: proprio voi, sulla Gazzetta, siete usciti, in tempi non sospetti, con i rumor sulla possibilità che Guardiola accettasse il ruolo da ct. Siamo nel 2026, se cominciano a girare foto di Maldini e Leonardo a Barcellona, il dado è tratto, nascondere l’evidenza diventa impossibile».

Per la panchina della Nazionale, la scelta definitivae condivisa con Claudio Ranieri è ricaduta su Roberto Mancini, escludendo l’ipotesi di un ritorno di Antonio Conte: «Fatemi ringraziare Conte, per le parole che ha sempre detto, per l’atteggiamento di chi vuole il bene della Nazionale: noi non lo abbiamo mai contattato».

Superate le incomprensioni istituzionali con il ministro dello sport Andrea Abodi, la priorità di Malagò si sposta sulle riforme del calcio italiano e sulla modernizzazione degli impianti in vista di Euro 2032. Il presidente della FIGC ha espresso forte convinzione nell’itinerario tracciato per il rilancio del movimento: «Sento un’aria positiva, un’energia nuova. Sono ottimista».

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