Calcio e Finanza
·23 giugno 2026
Malagò: «Se Moratti, Berlusconi e Agnelli avessero rinunciato a uno o due calciatori per fare gli stadi, oggi avrebbero un patrimonio»

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·23 giugno 2026

Nella giornata di ieri Giovanni Malagò, ex numero uno del CONI, è stato eletto come nuovo presidente della FIGC andando così a prendere il posto del dimissionario Gabriele Gravina.
Il passo indietro di Gravina è arrivato in seguito alla terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali, in un momento storico di grande difficoltà per il calcio italiano, a cui ora è chiamato a mettere un freno Malagò nel suo nuovo ruolo dopo l’investitura ricevuta da Serie A, B, Assocalciaori e Assoallenatori.
Un ritorno alla grandezza del calcio italiano negli anni Novanta, a cui però Malagò non ha mai riservato anche qualche rimprovero con il senno del poi, vista la situazione attuale, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture nel nostro Paese.
«Molte volte ho sostenuto che, dalla fine degli anni Novanta all’inizio degli anni Duemila, quando il nostro campionato era ancora il primo al mondo, i nostri magnifici presidenti, Moratti, Berlusconi, Agnelli, ma anche Cragnotti e Sensi, avrebbero potuto rinunciare a uno o due ingaggi di calciatori per fare un bel mutuo per uno stadio. Oggi si sarebbero ritrovati un patrimonio», ha dichiarato il nuovo presidente federale in un’intervista a La Repubblica.







































