Calcionews24
·26 giugno 2026
Maldini apre all’Italia ma vuole maggior chiarezza: tutte le richieste dell’ex Milan

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Il nome di Paolo Maldini resta al centro delle valutazioni della nuova FIGC. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’ex dirigente del Milan avrebbe mostrato una maggiore disponibilità rispetto ai primi giorni in cui la sua candidatura era emersa per il ruolo di nuovo vertice tecnico del Club Italia. La trattativa non è ancora chiusa, ma esiste un’apertura concreta a raccogliere tutte le informazioni necessarie prima di prendere una decisione definitiva.
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Il punto centrale riguarda la chiarezza del progetto. Maldini vuole capire con precisione quali sarebbero competenze, responsabilità e margini operativi del nuovo incarico. Una richiesta comprensibile, considerando che si tratterebbe di una figura finora mai davvero strutturata in questo modo all’interno del calcio italiano.
L’idea del neopresidente Giovanni Malagò nasce dalla necessità di cambiare profondamente il funzionamento del Club Italia. Dopo le difficoltà della Nazionale e le mancate qualificazioni ai Mondiali, la volontà è quella di rendere la Federazione più simile a un club moderno, con una struttura tecnica capace di affiancare presidente, ct e giocatori.
In questo scenario, il direttore tecnico diventerebbe il punto di collegamento tra vertice federale, allenatori e squadra. Non solo: avrebbe un ruolo importante anche nella scelta dei tecnici di tutta la filiera azzurra, contribuendo alla costruzione di un percorso più coerente e organico.
Per un ruolo così delicato, il profilo di Paolo Maldini viene considerato tra i più adatti. La sua storia con la maglia dell’Italia, unita all’esperienza maturata da dirigente nel Milan tra il 2019 e il 2023, rappresenta un patrimonio tecnico e simbolico di grande peso.
Nel 2020, durante una diretta Instagram, Maldini aveva però pronunciato parole molto chiare sul proprio futuro da dirigente: «Farò il dirigente solo al Milan, non lo farò da nessun’altra parte. Da dirigente devi conquistarti tutto, sei meno credibile di quando dai l’esempio in campo. Non basta l’impegno, l’essere sempre a disposizione, puntuale e preciso».
La Nazionale, però, potrebbe rappresentare un’eccezione emotiva e professionale. Per Maldini l’azzurro è identità, storia familiare e senso di appartenenza. Ora la palla passa alla FIGC, chiamata a definire un progetto chiaro per convincerlo.







































