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·9 agosto 2026

Maldini dice la sua su i problemi del calcio italiano: «Qualcosa non funziona a livello sistemico»

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Paolo Maldini ha parlato di quelli che secondo lui sono i problemi del calcio italiano anche a livello giovanile

Durante la lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Maldini ha anche parlato della sua opinione riguardo allo stato di salute del calcio italiano. L’ex difensore centrale, parlando della formazione dei giovani calciatori , ha affermato: «Tecnicamente siamo un Paese che non crea più giocatori di talento». Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l’hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema. Ma questo va contro le regole del calcio moderno. E poi abbiamo stadi fatiscenti, centri sportivi inadeguati. Volevamo coinvolgere tutti per cambiare norme e regolamenti nel minor tempo possibile».


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Un altro tema toccato da Maldini è stato quello delle norme che potrebbero aiutare il calcio italiano: «Quali norme? Un Patto per le Nazionali. Regole che spingessero i calciatori italiani a giocare nelle squadre di Serie A, B e C. Investimenti obbligatori nel settore giovanile. Qui non sappiamo più difendere e non sappiamo più attaccare; siamo lenti; e gli arbitri fischiano troppo». Ha inoltre aggiunto: «Bisogna formare in modo più moderno gli allenatori. Oggi un allenatore che segue i ragazzini tra i 10 e i 14 anni prende mille euro al mese, deve avere un secondo lavoro. Bisogna aiutarli, perché quella è l’età decisiva»

Maldini ha anche parlato del suo progetto per risanare il calcio italiano

Maldini ha anche risposto alla domanda riguardante il suo progetto che non è riuscito ad applicare: «Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive. Formazione di nuovi talenti. Sostegno a tutta la filiera delle Under. Sarei diventato presidente del Club Italia, che è fatto da diciannove squadre: le giovanili, le femminili, il beach soccer, il futsal».

Infine l’ex difensore e dirigente del Milan ha dichiarato: «Ho un cruccio che mi porterò dentro. Avevo assunto un impegno gravoso che nei giorni era diventato quasi un sogno: fare qualcosa per le prossime generazioni, per costruire un’Italia competitiva. Un sogno interrotto ma bellissimo, anche per le tante persone che avevo trovato disposte a lavorare. Sa di cosa ci ha parlato a lungo Guardiola? Dell’impatto che Cruijff ebbe sul calcio spagnolo. Per due anni fu combattuto da tutti. Ma se oggi la Spagna crea talenti, è grazie alle indicazioni di Cruijff. Non vogliamo paragonarci a lui. Ma la strada era quella. Difficile, lunga; ma avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato»

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