Calcionews24
·23 giugno 2026
Maldini Direttore Tecnico dell’Italia: perché è davvero l’uomo giusto per la FIGC di Malagò

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L’elezione di Giovanni Malagò ai vertici di via Allegri ha attivato un immediato effetto domino all’interno della Federcalcio. La primissima mossa strategica del neonato corso riguarda l’istituzione di un ruolo inedito per il nostro calcio, ma di fondamentale importanza istituzionale: il Direttore Tecnico della Nazionale. Per ricoprire questa carica delicata, che farà da collante tra lo spogliatoio e i vertici dirigenziali, il neo presidente ha messo al primo posto della sua agenda un nome leggendario secondo La Gazzetta dello Sport: Paolo Maldini. L’ex capitano del Milan si trova ora davanti a un bivio decisivo e scioglierà le riserve nelle prossime ore, valutando l’incarico come una vera e propria missione per il Paese.
Affidare la gestione dell’area tecnica a una figura come quella di Maldini non rappresenta una semplice operazione d’immagine, bensì una scelta di pura sostanza sportiva. Esiste un filo invisibile ma indissolubile che lega l’ex difensore alla maglia azzurra, un discorso interrotto in modo brusco e doloroso in quel Mondiale del 2002 a Daejeon, sotto i controversi fischi dell’arbitro Byron Moreno. Dopo 126 battaglie affrontate con la fascia al braccio, Maldini ha salutato la Nazionale senza aver sollevato un trofeo internazionale, sfiorato nei Mondiali del 1990 e 1994 e nell’Europeo del 2000. Il suo ritorno a Coverciano, a distanza di anni, non sarebbe solo un atto di romanticismo calcistico, ma la naturale chiusura di un cerchio e il punto di partenza per una totale rifondazione.
Paolo possiede le doti perfette per guidare il nuovo corso: una straordinaria leadership, una conoscenza profonda delle regole non scritte dello spogliatoio e un carisma innato. Le sue doti manageriali sono già state ampiamente certificate dai traguardi raggiunti con il Milan, dove con intuito e coraggio ha saputo blindare il ritorno in Champions League e firmare la conquista dello Scudetto nel maggio del 2022. Nella nuova struttura federale, il Direttore Tecnico avrà l’onere di scegliere il futuro CT; un uomo con la competenza di Maldini saprebbe fare scudo alle pressioni esterne, garantendo totale autonomia alla squadra. In una fase di ricostruzione come quella attuale, la sua figura diventa la guida ideale per lanciare i giovani talenti e, al contempo, per aiutare i “senatori” a trovare l’immediato riscatto.
Il dialogo tra la presidenza e l’ex capitano non si limiterà a freddi parametri contrattuali, ma cercherà un punto di equilibrio basato sulla dedizione totale alla causa. Una Nazionale “ferita” dagli ultimi insuccessi ha bisogno di ritrovare con urgenza il proprio senso di appartenenza e il proprio orgoglio. La decisione finale spetta ora a Paolo, ma la nuova FIGC ha dimostrato che l’ora del coraggio è finalmente scattata.







































