DirettaCalcioMercato
·9 agosto 2026
Maldini riguardo a Guardiola CT: «È andato molto vicino ad accettare».

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Paolo Maldini ha dedicato parte dell’intervista al Corriere dello Sport a raccontare com’è andata la trattativa con Pep Guardiola
Paolo Maldini ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport dove ha raccontato la propria esperienza in Nazionale. L’ex difensore italiano ha dedicato diverso spazio del suo intervento per raccontare della trattativa con Guardiola:«È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli».
Nonostante il forte interesse di entrambe le parti e l’intesa tra i due DT e Guardiola, alla fine la trattativa non si è concretizzata. A proposito del “no” di Guardiola, il dirigente ex Milan e Nazionale ha affermato: «Perché ha rifiutato? Per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su… Così siamo andati da Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo».
Infine ha dedicato due parole anche alle richieste di Guardiola: «È vero che ha chiesto venti milioni di euro? Assolutamente no. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: “Datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto”».
Maldini ha anche dedicato diverse parole alle accuse secondo cui avrebbe scelto Andrea Pirlo come commissario tecnico poiché è suo amico. Ha infatti affermato: “Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo, con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia 90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare»







































