Calcionews24
·29 luglio 2026
Mancini ct dell’Italia, ennesima occasione mancata: non si vuole guardare al futuro! – VIDEO di Chiara Aleati

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·29 luglio 2026

La decisione di affidare nuovamente la guida della Nazionale italiana a Roberto Mancini ha riacceso il dibattito attorno al futuro del movimento calcistico azzurro. Se da un lato l’esperienza e la profonda conoscenza dell’ambiente del tecnico rappresentano un approdo sicuro per la federazione, dall’altro non mancano le perplessità espresse da diversi addetti ai lavori, scettici sulle reali prospettive di un progetto di rinnovamento affidato a una figura del passato.
A sintetizzare i dubbi di una parte consistente della critica è la posizione di Chiara Aleati su Juventusnews24, che ha espresso un parere decisamente contrario nei confronti del richiamo del tecnico marchigiano. Secondo la sua ricostruzione, la scelta dei vertici federali evidenzia una forte resistenza al cambiamento e una scarsa propensione a impostare un cambio generazionale radicale all’interno del gruppo azzurro.
Nel valutare la decisione della dirigenza, la riflessione di Chiara Aleati si focalizza sulla mancanza di visione a lungo termine: “Scegliere nuovamente Mancini è un errore perché ancora una volta non viene colta l’occasione di guardare avanti. Mancini probabilmente tornerà a creare il suo zoccolo duro di fedelissimi ma non si riuscirà a rifondare.”
Il timore principale evidenziato riguarda la tendenza del commissario tecnico a rifugiarsi nelle certezze storiche, appoggiandosi al blocco di senatori a lui più caro anziché lanciare con coraggio i profili emergenti del nostro campionato. Un’impostazione che rischia di rallentare in modo decisivo quel processo di rifondazione organica di cui la squadra ha fondamentale bisogno.
Nel suo intervento, Chiara Aleati richiama l’attenzione sul lavoro svolto di recente sulla panchina azzurra: “Era l’occasione per provare a pensare al futuro come aveva provato a fare Baldini nelle due amichevoli che ha disputato da CT ad interim portando i giovani che aveva già allenato lui nelle nazionali minori“. Quella breve parentesi aveva infatti fornito indicazioni interessanti, tracciando una strada alternativa basata sull’inserimento immediato dei prospetti provenienti dalla filiera delle selezioni giovanili.







































