Lazionews24
·29 luglio 2026
Mancini torna CT dell’Italia: «La Nazionale è stata come perdere la donna della vita»

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·29 luglio 2026

La notizia del giorno è azzurra e riguarda il ritorno di Roberto Mancini nel ruolo di commissario tecnico dell’Italia. Il nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò ha affidato all’allenatore ed ex bandiera della Lazio il compito di rilanciare la Nazionale, riportandolo sulla panchina azzurra a tre anni dall’addio del 2023. Per il tecnico si tratta della seconda esperienza alla guida dell’Italia, dopo il ciclo culminato con la vittoria dell’Europeo nel 2021.
Durante la conferenza stampa di presentazione, Mancini ha riconosciuto le proprie responsabilità per la precedente separazione, ringraziando Malagò per la nuova opportunità. Il contratto avrà una durata di quattro anni, ma l’allenatore non ha escluso una permanenza più lunga qualora arrivassero risultati importanti.
IL RAPPORTO CON LA NAZIONALE – «Io credo che tre anni fa ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, purtroppo è andata così e mi dispiace. Per me la Nazionale è importante, è stato come perdere la donna della vita. Mi dispiace tanto per tutto ciò che è accaduto. Grazie a Malagò ho avuto una seconda possibilità e cercherò di sfruttarla».
IL CHIARIMENTO CON GRAVINA – «Con Gravina ho parlato e ci siamo chiariti: la responsabilità è totalmente mia, ma la questione del 2023 è già alle spalle».
IL RAPPORTO CON I TIFOSI – «Cercherò di fare in modo che la squadra giochi così bene che i tifosi mi perdonino per ciò che è accaduto».
IL NUOVO PROGETTO TECNICO – «Io voglio mettere in campo una squadra che sappia fare quello che abbiamo visto nel 2021. I giocatori sono giovani, bisogna dargli fiducia».
LA FILOSOFIA DI GIOCO – «Ripartiremo da quelle basi, per avere una squadra con spirito offensivo e per cercare di vincere tutte le partite. Giocare contro l’Italia non sarà semplice».
IL SISTEMA DELLE NAZIONALI – «Contano gli uomini e contano i sistemi: io penso che le Nazionali, almeno l’Under 19, l’Under 20 e l’Under 21, debbano avere lo stesso sistema di gioco».
I GIOCATORI ITALIANI – «Quando sei CT della Nazionale la pressione c’è sempre. Io penso che in Italia ci siano giocatori bravi, ma bisogna dargli fiducia e farli giocare. Se ricordate Zaniolo, quando venne da noi la prima volta fu in difficoltà già dal raduno, ma dopo tre mesi era già un’altra persona. Penso che di ragazzi così ce ne siano tanti in Italia».
I NUOVI LEADER – «Figure come Bonucci e Chiellini sono state importanti, ma io credo che ci siano giocatori bravi, tecnici e giovani da cui ripartire. Credo che riusciremo, successivamente, a trovare anche i giocatori chioccia in grado di fare da colonna».
GLI ITALIANI ALL’ESTERO – «La percentuale di stranieri è la stessa di cinque anni fa. Noi speriamo che giochino più italiani, facendo giocare anche calciatori più giovani. Sarebbe bello vedere più italiani che giocano all’estero».
IL FUTURO IN AZZURRO – «La prima volta sono stato qui cinque anni e sono stato bene. Io spero di poter vincere uno o due trofei importanti e rimanere anche dopo, se sarà possibile».
L’OBIETTIVO MONDIALE – «Il 90% dei giornalisti all’inizio credeva che fossimo settimi o ottavi in Europa, e poi abbiamo spiazzato tutti. Io credo che se l’Italia andrà al Mondiale, poi al Mondiale diventerà una squadra da battere, anche se arriva da non favorita. L’obiettivo è formare una squadra velocemente per arrivare a quel punto».
IL BILANCIO DEL PRIMO CICLO – «Dipende. Vincemmo un Europeo meraviglioso e abbiamo fatto quattro anni senza perdere. L’eliminazione è arrivata senza perdere mai nel girone, il calcio a volte è anche questo. Io penso positivo e spero che le cose belle possano ripetersi».
I CENTRAVANTI AZZURRI – «Io spero che Esposito, Kean e Retegui arrivino a segnare gli stessi gol in carriera di Immobile. Kean l’ho fatto debuttare io, lo conosco bene. Non credo che tra centravanti e ali siamo messi così tanto male in attacco».
I POSSIBILI NUOVI CONVOCATI – «Non ricordo quando dissi che avevamo giocatori come Bellingham. Poi Bellingham è andato al Real ed è migliorato, speriamo che anche i nostri possano fare quel tipo di percorso. Se troveremo qualcuno bravo con doppio passaporto, vedremo. Perché no? Ormai lo fanno tutti».
LA NATIONS LEAGUE – «I quattro gironi di Nations League sono formati da grandi Nazionali, saranno partite importanti. Capiremo dove dovremo migliorare. Sarà un girone difficile per noi, ma anche per gli altri».
GLI STAGE PER I GIOVANI – «Chi fa il CT sa di avere dei problemi. Riuscimmo a fare lo stage, ma convocammo solo i ragazzi che oggi sono nell’Under 21. All’epoca erano molto giovani. Non so se sarà possibile, dovremo lavorare con il tempo che realisticamente abbiamo».
LA RICHIESTA AI CLUB – «Il mio obiettivo è quello di ripartire vincendo da subito, nel calcio conta questo. Mi aspetto che giochino più italiani possibile per avere più scelta».







































