Mandragora: «Affronteremo la Juve col coltello tra i denti, sappiamo quanto conta per la nostra gente» | OneFootball

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·16 maggio 2026

Mandragora: «Affronteremo la Juve col coltello tra i denti, sappiamo quanto conta per la nostra gente»

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Mandragora: «Affronteremo la Juve col coltello tra i denti, sappiamo quanto conta per la nostra gente». Parla il centrocampista della Fiorentina

Rolando Mandragora suona la carica in vista del match contro la Juventus. I ricordi del passato pesano, soprattutto quel 3-0 firmato al Franchi ormai più di un anno fa, ma il centrocampista guarda solo al presente. Tuttosport ha raccolto le sue parole.


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JUVE-FIORENTINA – «L’affronteremo con il coltello tra i denti, sappiamo quanto questa gara sia sentita dalla nostra gente e questo deve spingerci ancora più a fare una grande prestazione e ottenere un risultato positivo».

CHE JUVE SI ASPETTA – «Di sicuro con più pressione di noi avendo un obiettivo da centrare. Andremo lì con la mente sgombra, puntando a vincere per i nostri tifosi».

SFIDA DA EX – «Torino e Fiorentina sono le squadre che mi hanno dato di più. Al Toro sono stato solo un anno e mezzo ma sono stato bene, ho dato tutto quel che avevo perché era giusto così, era il mio dovere ma la gente lo ha apprezzato davvero ed è stato bello. Alla Juve invece sono arrivato troppo giovane e così ho iniziato a girare».

RIMPIANTI – «Assolutamente no, si vede che era il mio destino. Mi è dispiaciuto di più a suo tempo non essere stato riconfermato dal Toro».

HA SEGNATO GIA’ 2 GOL ALLA JUVE – «Ero al Genoa, avevo 17 anni, Gasperini mi dette fiducia, Marassi era pieno e vincemmo con una rete di Antonini. È un ricordo speciale».

LA STAGIONE VIOLA – «È stata lunga. Avevamo aspettative importanti ma non siamo riusciti a mantenerle e ne siamo i primi responsabili. Alla fine abbiamo raggiunto la salvezza anche se avremmo voluto farlo con più tranquillità».

LA RETROCESSIONE – «Quando siamo stati a lungo senza vincere ho iniziato a pensare: se le altre squadre in lotta riescono a ingranare la rincorsa si farà sempre più dura. Però sapevamo nonostante tutto di essere un gruppo con buone individualità, anche se sentendo usare ora questo termine alla gente verrà giustamente da ridere».

LA CONTESTAZIONE – «Se parliamo di delusione dico che me l’aspettavo: annata negativa, tanti episodi che hanno fatto discutere, i tifosi ci hanno sostenuto ma i fischi bisogna accettarli. Conosco il loro amore viscerale per la Fiorentina, è lo stesso che ha il popolo granata per il Toro, gente che dà tanto e vuole tanto. E noi non sempre ci siamo riusciti».

LA SUA CARRIERA – «Voglio continuare a migliorare, ad essere ambizioso, tutto passa dal lavoro quotidiano e un po’ di fortuna. L’unico rimpianto per ora è non aver vinto una delle tre finali giocate con la Fiorentina».

RINNOVO FINO AL 2028 – «Mi vedo alla Fiorentina, qui sto bene, sono felice: questa società è una famiglia come di rado ho trovato altrove. Sono contento di proseguire il mio percorso qui».

COSA TEME DELLA JUVE – «È una squadra forte, con individualità importantissime. Bisogna stare attenti ai giocatori offensivi, possono creare pericoli in ogni momento. Noi proveremo a fermarli con le nostri armi».

KAYODE – «Intanto gli faccio i complimenti per il percorso che sta facendo, è andato in Premier dove anche calciatori forti trovano difficoltà. Lui invece pur essendo un bravo ragazzo, lavora, ascolta, è intelligente. Quanto al futuro deciderà lui, ha le caratteristiche per giocare ovunque, può ancora crescere tanto, gli auguro il meglio e gli dico di essere ambizioso e puntare più in alto possibile».

IL RILANCIO VIOLA – «Le individualità non mancano, saranno poi la società e l’allenatore a fare le valutazioni per una squadra forte e competitiva che di sicuro non può lottare per obiettivi come quello di quest’anno».

VANOLI – «Secondo me gli vanno dati grandi meriti, ci ha permesso di raggiungere una salvezza che pareva difficile».

HA FATTO 6 GOL – «Vero, ma mi manca il gol già da un bel pezzo e domani me lo prenderei molto volentieri».

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