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·2 settembre 2026
MANDRAGORA, pubblicata la lettera d'addio alla Fiorentina

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·2 settembre 2026

A poche ore dal suo trasferimento ufficiale al Torino, Rolando Mandragora ha voluto stringere in un abbraccio virtuale tutta Firenze, affidando a Instagram un messaggio di addio profondo, intimo e carico di sentimento. Non una nota fredda o di circostanza, ma una vera e propria lettera d’amore scritta col cuore in mano, per salutare una piazza e un popolo che per quattro anni lo hanno adottato, facendolo sentire parte integrante di una grande famiglia.
Il centrocampista ha voluto ripercorrere le tappe del suo viaggio in viola, mettendo in cima a tutto i valori umani, la crescita personale e i legami indissolubili nati dentro e fuori dal rettangolo verde del "Franchi".
Nel suo lungo post, l'ex regista ha voluto ricordare con affetto le figure storiche della dirigenza che hanno accompagnato il suo percorso, sottolineando quanto il concetto di "famiglia" sia stato percepito e vissuto concretamente nel corso delle stagioni, un pò meno nel recente passato. Per Mandragora, l'uomo viene prima del calciatore, e i valori umani assimilati a Firenze resteranno una bussola fondamentale per il prosieguo della sua carriera.
Di seguito, il testo integrale del toccante messaggio pubblicato da Rolando Mandragora sul suo profilo ufficiale:
«Firenze non saprei da dove iniziare… anzi una vaga idea ce l’ho!Sono arrivato 4 anni fa nella vostra Famiglia,che nel tempo è diventata anche la mia.Ma quando si parla di Famiglia, si intende davvero quello… quello che ho vissuto in 4 anni che sono stato qui!Con Rocco e Catherine,con Joe e Camilla,con Daniele e Alessandro,questo concetto regnava sovrano e si percepiva.Nel cambiamento di queste figure negli ultimi mesi qualcosa è cambiato a discapito dei rapporti e senza questi ultimi si fa una grande fatica per il mio modesto parere da uomo.Ho costruito la mia carriera fondandomi principalmente sulla persona che voglio essere che è più importante del mio essere calciatore,basandomi su quelli che sono i valori importanti della vita.Quei valori che avete imparato a conoscere nel mio percorso a Firenze senza i quali non si può andare avanti.A tutte le persone che lavorano nel mondo Fiorentina un grazie gigante.Ma permettetemi qualche menzione particolare per lo staff medico che ogni giorno ci permette di essere in campo nelle migliori condizioni e ci accompanies nei momenti difficili personali e collettivi e i nostri magazzinieri,portatori di Fiorentinità,sorrisi e disponibilità.Grazie a tutti gli allenatori e tutti i miei compagni con i quali ho condiviso diverse battaglie.Grazie a tutti i tifosi Viola,ma in particolare ai ragazzi della Curva Fiesole per averci accompagnato,sostenuto e tifato in ogni angolo del mondo. Ho cercato di difendere insieme a voi la maglia Viola indossandola con dignità e rispetto.Grazie alla Famiglia Commisso per avermi dato l’opportunità di giocare per la Fiorentina e di difendere i colori Viola.Nessun addio potrà portarmi via da quella che è casa. 💜❤️Vi voglio bene. Rolly.»
La menzione speciale per la Curva Fiesole e i lavoratori invisibili
Un passaggio particolarmente caloroso è stato riservato a chi lavora dietro le quinte del club: dallo staff medico, prezioso sostegno nei momenti più duri, ai magazzinieri, definiti "portatori sani di fiorentinità".
Infine, il ringraziamento più grande è andato al popolo del Franchi e, nello specifico, ai ragazzi della Curva Fiesole, che hanno seguito e sostenuto la squadra in ogni trasferta del mondo. Mandragora chiude promettendo che il legame con Firenze non si spezzerà, definendo la città "casa sua" un'ultima volta prima di tuffarsi a capofitto nella nuova avventura sotto la Mole con la maglia del Torino.







































