Juventusnews24
·10 settembre 2026
Mane alla Juve, un jolly per la difesa di Spalletti: con lui in campo due novità dal punto di vista tattico

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·10 settembre 2026

L’eventuale innesto di Filippo Mané nella retroguardia della Juventus porterebbe nuova energia e un tassello di straordinaria prospettiva nel progetto tattico guidato da Luciano Spalletti. Il giovane centrale italiano, nativo del 2005 e formato nella prestigiosa scuola del Borussia Dortmund, rappresenta un profilo decisamente moderno e completo. La sua crescita nei ranghi del club tedesco e la costante presenza nella Nazionale Under-21 testimoniano una maturità agonistica non comune per la sua fascia d’età, qualità che gli consentirebbero di inserirsi gradualmente in un contesto ambizioso come quello bianconero.
Dal punto di vista puramente tattico, l’acquisto offrirebbe allo scacchiere difensivo un’elasticità preziosa. Benché la sua collocazione naturale sia al centro della difesa, l’agilità e la reattività atletica gli permettono di adattarsi con disinvoltura al ruolo di terzino sulla corsia di destra. Nelle dinamiche di una linea a quattro, questa caratteristica consentirebbe di creare una struttura asimmetrica, agendo da difensore laterale più bloccato pronto a stringersi per favorire la spinta sul lato opposto. Qualora invece si optasse per uno schieramento a tre, il classe 2005 diventerebbe il perfetto braccetto di destra, capace di aggredire gli avversari in avanti e di coprire grandi porzioni di campo con allunghi veloci ed efficaci.
Un altro fattore fondamentale risiede nella qualità della prima costruzione di gioco. Con la sua struttura imponenteabbinata a una notevole sensibilità tecnica, Mane garantisce pulizia e precisione nel fraseggio. La capacità di smistare il pallone sia sul breve che con lanci profondi permette di superare con disinvoltura la prima pressione avversaria, completandosi egregiamente con compagni di reparto maggiormente fisici e strutturati.
Infine, l’arrivo del giovane difensore porterebbe una positiva scossa all’interno delle gerarchie interne. Senza la pretesa di un posto da titolare inamovibile fin dal primo giorno, la presenza di Mane rappresenterebbe un’alternativa di assoluto valore per far tirare il fiato ai compagn. La mentalità internazionale acquisita durante l’esperienza tedesca gli consente di gestire al meglio le pressioni, portando quel mix indispensabile di freschezza, atletismo e disciplina tattica che serve a una squadra orientata al futuro.







































