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·13 febbraio 2026
Manfredini: «Lotito non ha mai voluto un dialogo con i tifosi. La Lazio è una grande occasione per Maldini. Su Sarri…» – ESCLUSIVA

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Christian Manfredini è stato un protaginista assoluto con la maglia biancoceleste, il tutto culminando nella vittoria della Coppa Italia nel 2009. L’ex giocatore della Lazio ci ha concesso un’intervista esclusiva sul momento di Ivan Provedel e compagni, il calciomercato invernale e sul testa a testa tra Claudio Lotito e i tifosi. Le sue parole:
La Lazio è appena uscita da un mese tribolato tra uscite pesanti e la situazione legata a Alessio Romagnoli. Cosa ne pensi?
«E’ uno scenario non bellissimo, però l’importante io credo che sia venirne fuori; ora la squadra si è ricompattata. Io marco molto su mister Sarri perché lui poi, avendo saputo dopo della situazione del mercato, è stato molto bravo a rimanere e ricompattare la squadra. Anche i giocatori sono stati bravi a stare uniti e a uscire da questo momento molto molto complicato.. La situazione è difficile. La Lazio non poteva far mercato, ha dovuto vendere i pezzi più importanti, poi non poteva far mercato, poi alla fine l’ha potuto fare ma l’ha fatto in maniera non eccelsa. Nonostante tutto questo la squadra si è ricompattata ed è riuscita a tirare fuori gli artigli».
Il presidente Claudio Lotito sta ricevendo una grande e contestazione da parte dei tifosi, i quali stanno disertando lo stadio Olimpico. Tu hai avuto dei trascorsi particolari con lui, rimanendo fuori rosa per diverso tempo. Come valuti il clima che si è venuto a creare nella Capitale?
CONTESTAZIONE TIFOSI – «La contestazione a Lotito c’era anche prima quando giocavo io. Lotito è stato sempre contestato alla Lazio, qusto perché non ha mai avuto aperture nei confronti dei tifosi. Nel senso non ha mai avuto un dialogo vero e proprio con loro I tifosi gli imponevano delle cose, lui non ha mai voluto fare aperture, non ha mai voluto avere un dialogo, quindi l’hanno sempre contestato, già ai miei tempi. Io non sto con Lotito, non sto coi tifosi, o meglio, sto con i tifosi perché senza il tifo la Lazio non esiste. I tifosi supportano la squadra, i tifosi aiutano il giocatore, i tifosi portano i soldi allo stadio, quindi senza il tifoso la società vera e propria non esisterebbe. Lotito è un presidente atipico, qualcosa di buono alla fine l’ha portato in questa società, nel senso che l’ha risanata e qualche coppa l’ha vinta. Però poi bisogna guardarsi negli occhi e capire bene la realtà. I tifosi imputano a Lotito che debba migliorare la squadra, no? Questo gli imputano, che non migliora la squadra, la deve migliorare, loro vogliono vincere, sono stati abituati a vincere, a vedere del buon calcio. Però penso che per avere una squadra top ci vogliqno delle risorse importanti. E quindi il tifoso deve fare uno più uno: vogliono che Lotito se ne vada, ma anche questo è un paradosso. Il tifoso vuole che la Lazio vinca, ma non può volere che Lotito se ne vada. Lui è il proprietario della Lazio, alla fine decide lui. Io che sono un tifoso della Lazio e ho fatto parte della sua storia, voglio vedere che la squadra vinca. Però poi ci sono dei tempi, e i tempi non sono ancora questi. Io aspetto i tempi migliori!».
RAPPORTO PERSONALE CON LOTITO – «Il mio rapporto con lui è sempre stato conflittuale, ma solo perché lui voleva che io facessi delle cose che non avrei mai fatto. Non abbiamo avuto contrasti veri e propri. Ero arrivato a un punto della mia carriera nel quale non facevo più parte del progetto tecnico. Ci sta, dopo tanti anni che fai parte di una squadra, arriva il momento che ti metti da parte. Loro lo sanno, tutti i calciatori lo sanno, c’è un inizio e c’è una fine. Però purtroppo, voleva che io mi facessi da parte, io avevo ancora due anni di contratto. Quindi secondo la sua idea io dovevo lasciare gli ultimi miei anni di contratto e andar via. Ho sempre cercato un accordo, un modo per poter trovare un accordo. Ala fine anche nelle buone famiglie, alla fine c’è un momento che devi andar via, però questo accordo non arrivava mai. Quindi alla fine sono rimasto fuori rosa perché lui voleva una cosa che secondo me era impensabile per qualunque persona del mondo: regalare due anni di contratto e andar via».
Kenneth Taylor e Daniel Maldini sono stati gli acquisti più importanti fatti dal d.s. Angelo Fabiani. Sono due giocatori che ti piacciono?
«Per dire se mi convincono bisognerà vedere cosa faranno in campo. Se dovessero fare delle prestazioni convincenti e la squadra va bene, alla fine avrà avuto ragione Lotito. Questa è la verità. Maldini viene da vari passaggi a vuoto, però è un ragazzo giovane anche se gli sono state date tante possibilità; la Lazio per lui lo è! E’ una piazza importante, è in una periodo non grandiso, però è una piazza importante. Quindi se dovesse far bene a Roma, farebbe un salto importante. Taylor non lo conosco, aspettiamo le prestazioni per poter capire se è un giocatore da Lazio, o se può aiutare questa squadra. Dobbiamo finire quest’annata nel migliore dei modi. Sta proseguendo anche decentemente, nel senso che comunque ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia, in campionato non è messa malissimo e ora c’è uno scontro diretto, no? Ci sono dei punti di distacco dall’Atalanta e però la Lazio vincendo potrebbe avvicinarsi. La squadra di Palladino comunque è un ostacolo non facile, però la Lazio viene da un buon momento, sta bene fisicamente e mentalmente. Quindi secondo me possono far bene sabato».
Sei tra i giocatori della Lazio che hanno vinto la Coppa Italia nella stagione 2008-2009. Credi che in caso di vittoria quest’anno i tifosi potrebbero dirsi soddisfatti?
«Il tifoso se vince credo che sia sempre contento, non penso che qualcuno vada contro l’oggettività. Se la Lazio riuscisse a vincere la Coppa Italia e a entrare in Europa, credo che l’annata sarebbe positiva nonostante tutti i tipi di problemi. Il tifoso non può oggettivamente dire il contrario. Poi c’è un’altra questione, anche vincendo loro non vogliono più il presidente Lotito che vinca o che non vinca, non lo vuole. Però io credo le vittorie, non dico che mettono a posto tutte le cose che non vanno bene, ma nascondono tutto. Non dico che tutta questa contestazione svanisce, ma comincia ad attenuarsi lentamente».
Qual è il ricordo più bello che hai degli anni in biancoceleste?
«Il ricordo più bello è sicuramente legato all’anno della cavalcata che ci ha portato in Champions. Quello è un ricordo molto molto bello per tutti noi. Fu una cavalcata importante, è stata un’annata bella sotto tutti i punti di vista. Ricordo che quando giocavamo le partite in casa eravamo tutti gasati perché non riuscivano a batterci. E poi quella conquista della Champions, dopo che abbiamo giocato anche l’anno dopo quasi con tutti gli stessi giocatori, fu bellisima. E’ stato un qualcosa di molto bello per tutti noi che non avevano mai giocato la Champions».
Credi che l’Inter abbia già un distacco incolmabile o pensi che Milan e Napoli possano ancora ambire allo scudetto?
«Io credo che solo l’Inter può perdere questo campionato! Adesso ha 8-9 punti di vantaggio dal Milan (e non solo) e ha dimostrato di essere la squadra sia più forte, oltre alla più continua. Ha anche una rosa migliore perché ha tantissimi cambi, questa è una garanzia per l’Inter. Quindi sì, l’Inter per me ha già vinto lo scudetto, poi le partite vanno sempre giocate. L’Inter può perdere lo scudetto solamente se in queste ultime gare di campionato ne dovesse perdere più della metà e le altre inseguitrici ne dovessero vincerle tutte. Un’eventualità che mi sembra molto molto improbabile. Questo anche perché in questo campionato qualsiasi squadra può fermare qualsiasi altra, anche l’ultima in classifica. Il Pisa che non sta facendo bene, riesce comunque a dar fastidio a parecchie squadre. La Fiorentina, anche la Cremonese, anche il Genoa, credo che sono squadre che possono far male a quasi tutte le squadre del campionato. Quindi l’Inter deve solo continuare così e non dico che lo scudetto sia assicurato, però ha un gran vantaggio».









































