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·26 settembre 2026
💪🏼 Mantova, Modesto: "Frosinone? Possiamo fare un percorso simile. Con Gasperini come all'università"

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·26 settembre 2026

Francesco Modesto, che tanto bene sta facendo con il suo Mantova, ha analizzato il percorso fin qui svolto dai suoi. Riprendiamo le sue parole da La Gazzetta dello Sport.
Quindi sono meglio le strategie per far correre il Mantova.
«L’idea è di destare interesse, essere vivi, sempre in partita. Il presidente Piccoli e il ds Brutti hanno voluto tanti giovani, quasi tutti di proprietà, per creare un progetto interessante. Bisogna avere coraggio, dimostrando voglia di fare e lavorando per crescere».
Siete riusciti a ripartire di slancio dopo l’ottima salvezza. Come ha riannodato i fili?
«Non è stato facile, perché il mercato distrae e avevamo diversi giocatori richiesti. Siamo stati bravi a gestire il tutto, il gruppo si è amalgamato, lavora ed è cresciuto. E ogni settimana si alza l’attenzione».
Eppure siete cambiati.
«Sono arrivati giocatori che conoscevo, ma alcuni mi hanno dimostrato qualità inaspettate, come Ilie. La squadra è ben assortita, con tanti ragazzi all’esordio o quasi: devono capire in fretta che aria tira qui».
Fate giocare male gli avversari e davanti avete diverse soluzioni: in cosa dovete migliorare?
«Il calcio va in questa direzione e giocare uomo contro uomo è normale. In Italia il primo è stato Gasperini e l’ha insegnato a tutti: ricordate il dentista di Guardiola? Quando ero suo giocatore aveva quei principi, poi si è evoluto, ho lavorato accanto a lui e resta un riferimento. Poi ogni squadra è diversa e noi cerchiamo la nostra identità, cercando di riconoscere i momenti della gara».
Si è evoluto Gasp e anche il calcio.
«E’ molto più intenso, ci vorrebbero 7 cambi, non 5. Perché Gasp cambia sempre i difensori? Forse perché quando l’avversario mette attaccanti freschi, il difensore può essere stanco. E poi la nuova linea arbitrale: c’è più velocità, il tempo effettivo si è alzato e il pubblico si diverte di più. Sui falli si lascia correre, noi non abbiamo mai avuto interventi al Var: meglio, ma se un rigore c’è, va dato, ovvio».

Mantova Calcio 1911
Si cerca di capire se ci sarà un nuovo Frosinone e il vostro avvio (ma non è il solo) crea attenzione.
«Abbiamo una squadra che può fare un percorso simile, possiamo dare fastidio a tutti, ma dire che possiamo ripetere il Frosinone è presto».
Modesto di nome e non… di fatto.
«Non scherziamo, resto umile. Mi devo creare motivazioni per trasmetterle alla squadra».
Con il Mantova ha fatto 27 partite: 12 vittorie, 7 pareggi e 8 sconfitte. Nelle prime 8 ha perso 4 volte, poi ha cominciato ad avere un buon passo.
«I risultati sono conseguenza del lavoro e più abbiamo lavorato e più risultati sono arrivati. Cerchiamo di spingere i ragazzi oltre il limite: con questa mentalità si va lontano».
Una sosta così lunga serve?
«Ho sentito pareri diversi dai miei colleghi. Dopo un’estate così calda le squadre sono stanche e quindi è meglio fermarsi».
A Mantova ha trovato il “progetto” che tanti allenatori inseguono, con un contratto allungato fino al 2029?
«Il presidente è stato coinvolgente, con le idee chiare, e mi ha messo a disposizione quello che cercavo. Non solo giocatori: siamo riusciti a migliorare la struttura del club, curando tanti dettagli».
Allenatore a 360 gradi. Come Gasp…
«Stare due anni con lui è stato come andare all’università».
Il marchio di “figlio di Gasp” le piace?
«Anche Kobe Bryant si ispirava a Michael Jordan. La differenza è che Kobe era un fenomeno, io no…»
Lei, Juric, Palladino: chi è più vicino a Gasp?
«Juric. Poi Palladino».







































