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·13 febbraio 2026

ManUTD, Ratcliffe shock: «Il Regno Unito è colonizzato dagli immigrati». Poi si scusa

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Mentre il Manchester United in campo, dopo l’arrivo di Michael Carrick in panchina, ha ripreso a correre con quattro vittorie nelle ultime cinque partite, i Red Devils tornano nell’occhio del ciclone per questioni molto lontane dal terreno di gioco.

L’azionista di minoranza del club inglese, Sir Jim Ratcliffe (patron anche del Nizza e del colosso Ineos e nominato responsabile dell’area sportiva dall’azionista di maggioranza, la famiglia Glazer) è finito nell’occhio del ciclone per alcuni commenti, giudicati razzisti, sugli immigrati e le persone che ricevono sussidi nel Regno Unito.


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A Sky News, il miliardario ha sostenuto che il Regno Unito è stato colonizzato dagli immigrati. «Non ci si può permettere… non si può avere un’economia con 9 milioni di persone che ricevono sussidi e livelli enormi di immigrazione in ingresso – ha dichiarato Ratcliffe –. Il Regno Unito viene colonizzato dagli immigrati, no? La popolazione del Regno Unito era di 58 milioni nel 2020, ora è 70 milioni. Sono 12 milioni di persone». Dati, inoltre, smentiti da quelli diffusi dall’Office for National Statistics, la popolazione del Regno Unito era di 67 milioni nel 2020, mentre l’ultima volta che si era avvicinata ai 58 milioni risaliva al 2000.

Dopo queste parole sono arrivati diversi commenti contro Ratcliffe, fra cui quello del primo ministro britannico Keir Starmer che sui propri canali social ha definito le dichiarazioni del socio di minoranza dello United «offensive e sbagliate», mentre i leader sindacali hanno accusato Ratcliffe di ipocrisia. I critici hanno sottolineato che il settimo uomo più ricco del Regno Unito ha affermato che gli immigrati «costano troppo», nonostante abbia richiesto sostegni governativi per centinaia di milioni di sterline per la sua Ineos in perdita.

Non sono poi mancate parole di critica dal mondo dello stesso calcio, con i tifosi del Manchester United che lo hanno accusato di utilizzare un «linguaggio frequentemente impiegato nelle narrazioni di estrema destra», mentre attivisti antirazzisti hanno definito le sue parole «vergognose e profondamente divisive». Condanne sono arrivate, come detto, da tutte le parti: dal mondo della politica ai tifosi, passando per le varie organizzazioni antirazziste.

Un’evoluzione che ha costretto Ratcliffe a scusarsi pubblicamente. Nelle sue scuse il miliardario britannico si è detto «dispiaciuto che la mia scelta di parole abbia offeso alcune persone nel Regno Unito e in Europa e abbia suscitato preoccupazione». Ha aggiunto che era «importante sollevare la questione di un’immigrazione controllata e ben gestita che sostenga la crescita economica». Scuse che sono state accettate dal portavoce del primo ministro Starmer, che però ha ribadito come quest’ultimo continui a ritenere le dichiarazioni di Ratcliffe «offensive e sbagliate», oltre che «infiammatorie e divisive».

Poche ore dopo le scuse di Ratcliffe, lo United ha ribadito pubblicamente il proprio carattere «inclusivo e accogliente». In una nota ufficiale, che non citava Ratcliffe per nome ma faceva chiaramente riferimento alle sue affermazioni, il club inglese ha riaffermato l’impegno verso «uguaglianza, diversità e inclusione», aggiungendo: «Il nostro gruppo eterogeneo di giocatori, dipendenti e sostenitori in tutto il mondo riflette la storia e l’eredità di Manchester; una città che chiunque può chiamare casa». Ora Ratcliffe potrebbe ora essere oggetto di un procedimento disciplinare da parte della Football Association, che sta valutando se le sue parole abbiano arrecato discredito al campionato.

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