Maradona Jr accende Juve Napoli: «Con mio papà la rivalità è cresciuta ancora. Spalletti un genio, ma vederlo su quella panchina non mi fa piacere…» | OneFootball

Maradona Jr accende Juve Napoli: «Con mio papà la rivalità è cresciuta ancora. Spalletti un genio, ma vederlo su quella panchina non mi fa piacere…» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcionews24

Calcionews24

·25 gennaio 2026

Maradona Jr accende Juve Napoli: «Con mio papà la rivalità è cresciuta ancora. Spalletti un genio, ma vederlo su quella panchina non mi fa piacere…»

Immagine dell'articolo:Maradona Jr accende Juve Napoli: «Con mio papà la rivalità è cresciuta ancora. Spalletti un genio, ma vederlo su quella panchina non mi fa piacere…»

Maradona Jr ha parlato così nel giorno di Juve Napoli. Ecco le sue dichiarazioni e i suoi ricordi nell’intervista a Repubblica

Diego Maradona Jr, nel giorno del match tra Juventus e Napoli, su La Repubblica analizza una rivalità che va oltre il campo, segnata quest’anno dall’incredibile incrocio delle panchine, con Spalletti a Torino e Conte a Napoli.


OneFootball Video


IL SUD CHE SFIDA IL NORD «Il Re tanti anni fa ci aveva già insegnato che il Sud poteva superare il Nord e ora nel campionato italiano sta diventando una dolce costante, con i due scudetti conquistati dal Napoli nelle ultime tre stagioni. Anche oggi gli azzurri si presentano a Torino con 4 punti di vantaggio sui bianconeri e il rammarico è per l’emergenza: per noi è una sfida molto dura».

UNA RIVALITÀ STORICA «Lo era storicamente da sempre, poi dall’epoca di mio padre la rivalità è ancora cresciuta. Ci sono state tante fasi, è stata la Juventus ad avere nella maggior parte dei casi qualcosa in più, tranne che ai tempi di mio padre e nelle ultime stagioni, in cui ha comandato il Napoli. Mia figlia India ha compiuto sei anni e non ha ancora mai visto i bianconeri vincere al Maradona…».

IL GOL DI KOULIBALY «Era il 22 aprile 2018 e avevo portato l’altro mio figlio maschio, Diego Mathias, nato da tre settimane, a conoscere il nonno in un albergo a Roma. Guardammo insieme la gara in tv, io e papà. Al gol di Koulibaly un boato, tre generazioni di Maradona in festa, ricordo che tremò anche la culla».

NON É MAI SOLO CALCIO «Senza dubbio. La sfida di oggi ne è l’ennesima riprova. Luciano Spalletti sulla panchina della Juve e Antonio Conte su quella del Napoli: è difficile immaginare un incrocio di sentimenti più speciale di questo, al di là del valore eccezionale di entrambi gli allenatori. Alla guida dei bianconeri c’è un vero e proprio genio, il condottiero azzurro è invece uno dei cinque tecnici più bravi del mondo, secondo me».

IL RAPPORTO CON SPALLETTI «Alleno pure io: ho fatto una grande esperienza in Spagna e ora sono vicino casa, al Portici. Con Luciano andai a cena, parlammo di calcio e di mio padre: imparai tanto e non dimenticherò mai quella serata. Spalletti è una persona vera, schietta, onesta. È impossibile non andare d’accordo con lui».

VEDERLO ALLA JUVE «Brutto, da tifoso del Napoli non mi ha fatto piacere. Poi però mi sono reso conto che il calcio è cambiato, la professione si è evoluta. Vale anche per Conte, che ha allenato oltre alla Juventus pure l’Inter».

LE DIFFERENZE TATTICHE «Conte a Torino ha fatto la storia, Luciano è legato a Napoli. Dura per entrambi, forse in modo diverso. A livello tattico mi sento più vicino alle idee di Spalletti, ma mi fa impazzire la capacità di Conte di non accontentarsi mai, di essere sempre così esigente nei confronti di sé stesso e degli altri».

I GIOCATORI CHIAVE DEL MATCH «McTominay per il Napoli: è un marziano, fondamentale. Nella Juve invece prendo Conceiçao».

I RICORDI PIÙ BELLI «Ne ho due. Il gol di Raspadori nel 2023, quello della vittoria-scudetto conquistata proprio a casa loro. E poi la punizione a due in area di papà contro la Juventus al San Paolo, nel 1985: per me è stato il gol più bello nella storia del Napoli».

Visualizza l' imprint del creator