Cagliarinews24
·1 ottobre 2026
Marchisio difende Romano: «Va protetto, ma in Nazionale si dovrebbe andare dopo 2 stagioni in Serie A!»

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Claudio Marchisio prende posizione sul caso Alessandro Romano, finito al centro delle discussioni dopo la partita tra Italia e Belgio. L’ex centrocampista della Juventus e della Nazionale, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha scelto una linea molto chiara: proteggere il giovane dalle critiche, senza però evitare una riflessione più ampia sui tempi della sua crescita e sull’accesso alla maglia azzurra.
Le parole di Marchisio vanno quindi oltre la singola prestazione. Il punto centrale riguarda infatti il percorso necessario per arrivare in Nazionale e il confronto con una generazione di calciatori abituata, secondo l’ex bianconero, a conquistare la convocazione soltanto dopo una lunga continuità in Serie A.
Claudio Marchisio ha innanzitutto invitato a non trasformare il giovane centrocampista nel principale bersaglio dopo la sfida contro il Belgio.
«Va difeso. Il discorso è un altro: io sono sempre stato abituato a una maglia della Nazionale che si conquista dopo almeno una/due stagioni da titolare in Serie A, 4-5 partite mi sembrano poche. Detto questo, sarebbe bello che i nostri club avessero lo stesso coraggio della Nazionale».
Il messaggio è dunque doppio. Da una parte Marchisio ritiene necessario tutelare Romano, evitando giudizi definitivi sulla base di una singola gara. Dall’altra pone l’accento su un percorso che, a suo giudizio, è stato molto rapido rispetto agli standard con cui lui stesso era cresciuto nel calcio italiano.
Il passaggio più significativo riguarda proprio la tempistica. Marchisio richiama la propria esperienza personale, ricordando come in passato la Nazionale rappresentasse generalmente il punto di arrivo dopo almeno una o due stagioni giocate stabilmente ad alto livello.
Nel caso di Alessandro Romano, invece, l’ascesa è stata molto più veloce. L’ex centrocampista sottolinea come poche presenze in Serie A possano sembrare insufficienti rispetto al percorso tradizionale necessario per consolidarsi prima di entrare stabilmente nel gruppo azzurro.
Il suo intervento, però, non assume la forma di una bocciatura nei confronti del giovane. Al contrario, Marchisio separa nettamente il giudizio sul giocatore dalla riflessione sul sistema che lo ha portato così rapidamente in Nazionale.







































