Calcionews24
·28 aprile 2026
Marciniak risponde ad un tifoso del Barcellona sull’arbitraggio contro l’Inter: «Non c’è nulla da perdonare, avevo preso due decisioni a favore del Barça, il Var mi ha corretto»

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L’arbitro polacco Szymon Marciniak è tornato a parlare della gara di ritorno della semifinale di Champions League della scorsa stagione tra Inter e Barcellona, disputata a San Siro e vinta dai nerazzurri ai tempi supplementari con il risultato di 4-3, e lo ha fatto ai microfoni del Mundo Deportivo. Una partita ricca di episodi e polemiche, soprattutto per due interventi del VAR che si sono rivelati decisivi nel corso della sfida.
Nel corso della partita venne prima assegnato un rigore per un fallo di Cubarsi su Lautaro Martínez, poi fu annullato un penalty concesso al Barcellona per un intervento su Lamine Yamal, caduto però appena fuori dall’area di rigore. A distanza di quasi un anno, durante un evento in Polonia, un tifoso blaugrana ha contestato a Marciniak la sua direzione arbitrale in quella sfida.
Il direttore di gara polacco non si è sottratto alla domanda e ha risposto spiegando il proprio punto di vista, sottolineando come, a suo giudizio, le sue decisioni iniziali fossero state favorevoli al Barcellona, prima dell’intervento del VAR.
PAROLE – «A dire il vero, non c’è niente da perdonare. Dal mio punto di vista, non c’è niente da perdonare. Se siamo onesti, le mie decisioni hanno favorito il Barcellona. Non ho concesso un rigore all’Inter, e il VAR mi ha richiamato e mi ha mostrato i replay. In secondo luogo, ho concesso un rigore, e mi hanno corretto perché ero quattro o cinque centimetri fuori dall’area. Se siamo onesti, quelle erano due decisioni a favore del Barcellona, ma il VAR mi ha corretto. Questa è la vita».
Oltre ai due episodi citati da Marciniak, in casa Barcellona era emerso malcontento anche per un possibile fallo di mano di Acerbi in area di rigore e per un presunto fallo di Dumfries su Gerard Martín nell’azione che aveva portato al gol dello stesso Acerbi, poi decisivo per trascinare la sfida ai tempi supplementari. Su questi due episodi, però, l’arbitro polacco non ha fatto riferimento nella sua risposta.









































