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Inter News 24

·30 luglio 2026

Marello incanta in Germania: l’Inter scopre il gioiello esploso con la Primavera

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I numeri e l’impatto di Mattia Marello: dalla prima annata da protagonista con la Primavera alla vetrina tra i grandi

Tra i profili che più stanno catturando l’attenzione in questo precampionato svolto durante il ritiro estivo in Germania c’è senza dubbio Mattia Marello. L’esterno classe 2007, arrivato dall’Udinese e distintosi come uno dei migliori elementi assoluti nell’ultima stagione con la Primavera nerazzurra, sta scalando rapidamente le gerarchie. Per via del suo mancino educato e della spinta naturale lungo il binario mancino, il paragone con Federico Dimarco sorge quasi spontaneo all’interno dell’ambiente di Viale della Liberazione.

Un fattore nella serie A giovanile: qualità di spinta e assist a catena

La prima stagione a Milano del giovane terzino si è rivelata una vera e propria consacrazione a livello giovanile. I dati raccolti nell’ultimo torneo Primavera 1 raccontano di un cursore a tutta fascia in grado di abbinare grande volume di corsa e concretezza negli ultimi trenta metri:


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  • Presenze e continuità: ben 36 apparizioni (28 da titolare) per un totale di 2879 minuti spesi in campo, a testimonianza di una tenuta fisica e di un’affidabilità eccezionali.
  • Prospettiva offensiva: 2 reti all’attivo (con un infallibile 100% dal dischetto) ma soprattutto 8 assist serviti ai compagni, frutto di 1.6 passaggi chiave a partita e una costante capacità di andare al cross (2.0 azzeccati per gara).
  • Fase di palleggio e duelli: una precisione nei passaggi dell’83% (48.5 riusciti a incontro) e un rendimento elevatissimo nell’uno contro uno offensivo, dove vince il 69% dei dribbling tentati.

Risorsa per la prima squadra: il lavoro in fase di non possesso

Oltre alle doti balistiche e alla capacità di rifinitura con il piede sinistro, l’ex Udinese garantisce un apporto importante in fase di riconquista, come testimoniano le 5.3 palle recuperate per gara e oltre la metà dei contrasti complessivi vinti (5.3 a match).

Certamente non mancano gli aspetti su cui lavorare, come la pulizia nelle letture difensive e l’attenzione sulla linea, ma la disciplina mostrata (soltanto 3 ammonizioni in tutto il campionato) e i margini di crescita evidenziati sul campo spingono lo staff tecnico a considerarlo molto più di una semplice opzione per il futuro. Le ottime risposte fornite sul suolo tedesco potrebbero garantirgli ben presto le prime apparizioni ufficiali tra i grandi.

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