Calcio e Finanza
·13 luglio 2026
Marotta fissa gli obiettivi dell'Inter: «Vogliamo vincere con un modello sostenibile»

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·13 luglio 2026

Il presidente e amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto questa mattina in conferenza stampa per presentare la nuova stagione nerazzurra. Marotta è ripartito dai successi del 2025/26 – il 21° Scudetto e la decima Coppa Italia della storia – per mettere sul tavolo gli obiettivi del 2026/27.
«Per noi è motivo di privilegio iniziare oggi la nuova stagione sportiva, ma lo è maggiormente per il fatto che siamo campioni in carica, avendo vinto lo Scudetto e la Coppa Italia. Questo è un motivo che ci inorgoglisce molto. Due vittorie sofferte, ottenute grazie alla cultura del lavoro, che è molto forte in questo club, al senso di appartenenza, che ha avuto un ruolo importante, alla capacità del mister e dei giocatori, con il supporto della società. Colgo l’occasione innanzitutto per ringraziare tutti per questo traguardo e per il lavoro che continuano a garantire. Cito, come esempio per tutti, chiaramente, Dario Baccin, Piero Ausilio, Javier Zanetti, lo staff medico di Piero Volpi e tutti i collaboratori che quotidianamente supportano l’attività della squadra», ha esordito Marotta.
Marotta ha sottolineato che «oggi ci ripresentiamo tutti azzerati e quindi abbiamo giustamente degli obiettivi. Quali sono gli obiettivi che ci siamo prefissi? Siamo l’unica squadra italiana che partecipa a quattro competizioni: Champions League, Supercoppa, campionato e Coppa Italia. Sono tutti obiettivi di grande prestigio. Chiaramente dobbiamo performare molto meglio in Champions League. È la competizione più importante al mondo. Lo scorso anno siamo usciti con il Bodo, nel rispetto di quelle che sono le regole di questo bellissimo sport. La Champions League è una competizione che ci porta a confrontarci con delle corazzate, anche in termini di investimenti profusi dai club europei. Noi partecipiamo sapendo di dover affrontare tante difficoltà, ma lo facciamo chiaramente con la forza e la cultura del lavoro che ci hanno sempre contraddistinto».
Secondo il numero uno dell’Inter, «fortunatamente nello sport la legge secondo cui chi più spende vince non esiste. Esiste invece la capacità di sostituire anche il denaro con un modello vincente, costituito dalla continuità tecnica, dal valore dei giocatori e da tutto quell’insieme di situazioni che vi ho elencato poco fa», ha spiegato.
«Per quanto riguarda lo Scudetto, chiaramente siamo campioni in carica e allora qui si apre un po’ uno spiraglio: nel campionato italiano, dal 2020 a oggi, nessuna squadra è riuscita a vincere due Scudetti consecutivamente. Questo, per esempio, è un obiettivo, perché nella storia dei grandi club ci si ricorda proprio quando le vittorie sono importanti. Immaginare di poter rivincere lo Scudetto sarebbe sicuramente un traguardo storico. Io credo che, per me che sono un uomo di sport da tantissimi anni, abbiamo un nemico interno, che viene definito “sindrome della vittoria”. La vittoria spesso porta appagamento. Noi dobbiamo essere bravi, ma non è una questione tecnica, tattica o di giocatori. Direi che è una questione culturale: non sentirsi appagati», è stato il monito di Marotta.
Marotta ha dedicato un passaggio del suo discorso a Oaktree. Secondo il presidente la vittoria deve arrivare «attraverso una filosofia che, in realtà, è anche un modo di vincere: vincere attraverso un modello sostenibile. È quello che noi cerchiamo di fare. Siamo in un calcio nel quale spesso le società spariscono e colgo l’occasione anche per dire che la nostra proprietà è arrivata in un momento in cui il club era in difficoltà. Ci è stata al fianco, siamo riusciti a uscire dal settlement agreement, che è un risultato importante. Oggi siamo in una situazione molto solida grazie a loro, che non solo hanno profuso investimenti nell’ambito della gestione ordinaria, ma hanno accolto le nostre esigenze di ampliare ulteriormente le strutture che servono all’attività sportiva. Come avete visto, sono in corso lavori e saranno fatti investimenti per ulteriori 100 milioni. Questo è motivo di grande soddisfazione».
«La loro presenza è sempre silenziosa, ma tutte le decisioni sono state condivise. Noi abbiamo potuto agire in un contesto e in un modello di riferimento che rappresenta sicuramente un modello da seguire. Quindi questo bisogna riconoscerlo», ha aggiunto Marotta parlando della proprietà americana.
Tornando agli obiettivi, Marotta ha detto di essere «sicuro che questa squadra, che ha alla base principi e professionisti seri, che conoscono quale sia il senso di appartenenza richiesto da una società come l’Inter, sia in grado di sostenere quelle che oggi sono le aspettative che tutti ci riconoscono: essere la squadra da battere. È un ruolo che ricopriamo con grande orgoglio, non ci nascondiamo. Dire che dobbiamo arrivare tra le prime quattro è fisiologico, è obbligatorio. Dobbiamo fare meglio, dobbiamo tenere l’asticella molto alta e questa è una cosa che non ci trova assolutamente impreparati, forti della squadra che va in campo e di quella squadra, alla quale facevo riferimento prima, che lavora fuori dal campo. Questi sono i principi basilari che devono contraddistinguere la visione e gli obiettivi di questa stagione».
E sul tema della sostenibilità ha aggiunto: «Quando parlavo di un modello di sostenibilità economica, mi riferivo anche a quella sportiva. Come sapete, ci sono delle regole. Nella lista europea si fa riferimento ai quattro giocatori provenienti dal settore giovanile e con orgoglio noi li abbiamo. Vogliamo legittimare il ruolo anche della Nazionale italiana e, comunque, del calcio giovanile. Andiamo avanti su questo principio: valorizzare il nostro settore giovanile. Lo facciamo maggiormente da quest’anno con l’Under 23. Oggi inizia l’attività, così come inizia quella del settore giovanile. Tra poco inizieranno anche le attività del calcio femminile».
«Tutto questo ci porta a dire che siamo contenti del modello che rappresentiamo e della società che rappresentiamo. Una società che ha un grande palmarès. Ultimamente, come dicevo, manca qualcosa di importante e quindi cercheremo di raggiungere anche questo obiettivo, forti delle nostre capacità e del grande senso di appartenenza», ha concluso Marotta.







































