Inter News 24
·8 settembre 2026
Materazzi verso Real Madrid Inter: «Chivu contro il Napoli mi è sembrato Mou. I nerazzurri devono migliorare in questo»

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·8 settembre 2026

Alla vigilia della sfida di Champions League tra Real Madrid e Inter, l’ex difensore nerazzurro Marco Materazzi ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, analizzando il momento della squadra di Cristian Chivu, il ritorno di José Mourinho sulla panchina dei Blancos e le ambizioni europee dell’Inter.
Tra ricordi del passato e valutazioni sul presente, Materazzi ha sottolineato la crescita dei nerazzurri e il legame speciale con lo Special One, con cui ha condiviso il trionfo del Triplete nel 2010.
IL RAPPORTO CON MOURINHO – «Quel che ci siamo detti, a parte il mio “Vaffanculo, ci lasci con Benitez”, resterà per sempre fra noi».
IL RITORNO DI MOURINHO AL REAL MADRID – «No, perché conosco il rapporto che ha con Florentino, quanto lui si fidi di José. Così tanto da avergli ridato in mano le chiavi del Real e José farà quello che è abituato a fare: prendersi tutte le responsabilità, diventare l’unico vero punto di riferimento».
IL METODO DELLO SPECIAL ONE – «Ma la cosa bella di José è che chi gioca per lui si sente “uno di lui”, in campo “muore” per lui. La cosa brutta è che viene rimpianto quando va via…».
IL MOMENTO DELL’INTER DOPO IL NAPOLI – «L’Inter si sarebbe sentita forte anche se avesse perso: soprattutto nel primo tempo ha fatto una gran partita. E una squadra forte la vedi quando perde 2-0: zero panico, nessun nervosismo. Solo un capitano, Lautaro, che ha alzato il livello di attenzione: che vuol dire prendersi un fallo o arrabbiarsi il giusto con l’arbitro, beccandosi un giallo anche se – io ero lì a pochi metri – non aveva detto nulla. Gli arbitri se Dio vuole stanno lasciando giocare molto: non possono diventare permalosi solo perché uno per rabbia sbatte i piedi per terra».
CHIVU E IL PARAGONE CON MOURINHO – «Mi è sembrato di rivedere il Mourinho che in Inter-Siena 4-3 del 2010, sotto 3-2, mette in campo cinque-sei giocatori offensivi compreso Stevanovic, e vince con gol di Samuel centravanti».
LA GESTIONE DI ALLEGRI – «Di sicuro, per non farsi schiacciare, non avrebbe tolto Hojlund che da solo tiene alta tutta la squadra e corre su tutti i palloni, per mettere – non me ne voglia Lucca – uno meno forte di lui».
LA CRESCITA DI CHIVU – «Cristian è così intelligente che non gli ho ancora sentito sbagliare un’intervista, anche se ogni tanto lo si vuole portare dentro le polemiche, tipo quella su Juve, Milan e gli scontri diretti: mica è così scemo da dire che il loro valore è inferiore a quello dell’Inter».
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COSA DEVE MIGLIORARE L’INTER – «Non deve permettere tanti tiri, anche in porta, come contro il Napoli: se li concedi al Real, è dura che ti salvi».
LA SCELTA THURAM-LAUTARO CONTRO IL REAL – «Stimo tanto Pio, in questo gruppo può starci alla grande, ma non toglietemi Thuram: ha corsa, fisico, sente il gol, cambia le partite. Ed è palese che lui e Lautaro sono fatti per giocare insieme. Guardate come si abbracciano sotto la Nord dopo il 3-2».
L’IMPATTO DI CURTIS JONES – «Molto bene. Non ha il fisico di un McTominay, ma si butta su tutti i palloni e poi è intelligente, salta l’uomo: si vede che ha giocato in un grande club».
IL PERICOLO DEL REAL MADRID – «Faccio il banale perché è la verità: Mbappé. E il Bernabeu».
IL MERCATO E GLI OBIETTIVI DELL’INTER – «No, e il perché sta in tre nomi: Stones, Spence e Jones. I tre inglesi, per questa missione, possono fare la differenza».
Le parole di Materazzi evidenziano la fiducia nell’Inter alla vigilia della sfida europea più attesa. Secondo l’ex difensore nerazzurro, la squadra di Chivu ha qualità, esperienza e profondità per competere su più fronti, con i nuovi innesti chiamati a rappresentare un valore aggiunto nella corsa ai grandi obiettivi stagionali.







































