Juventusnews24
·3 febbraio 2026
Mateta Juve, Sky: dopo lo stop col Milan ci hanno riprovato davvero! Perché l’operazione non si è conclusa

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Negli studi di Sky Sport, l’esperto di mercato Luca Marchetti ha ricostruito le convulse ore finali della Juventus, svelando i retroscena di un attacco che è rimasto orfano del terzo innesto sperato. Sebbene la dirigenza sia riuscita a puntellare le corsie con Boga e Holm, la caccia al centravanti si è trasformata in un vero e proprio thriller diplomatico, conclusosi con un nulla di fatto a causa dei tempi tecnici ormai ristretti.
Marchetti ha spiegato come la strategia bianconera fosse chiara: «Anche la Juventus stava aspettando per Mateta. La Juve ha guardato tanto e ha preso due giocatori in questa sessione di mercato, in due zone dove serviva per fare rifiatare Yildiz e Kalulu, è mancata la terza. Quindi c’era questa necessità di dover rinforzare la Juventus, ma c’era anche la necessità espressa di voler trovare un’alternativa in più in attacco. Quindi è stato provato En Nesyri, è stato provato Mateta, è stato provato Kolo Muani che probabilmente era il grande obiettivo della Juventus».
Il giornalista ha poi approfondito il naufragio della pista Kolo Muani e il ritorno di fiamma per Mateta, scartato dal Milan per dubbi fisici: «È stato impossibile riuscire a convincere il Tottenham, non tanto il Paris Saint-Germain, a rescindere dal prestito. Ed si è riprovato di nuovo per Mateta in questo finale. Perché? Mateta è andato al Milan per motivi fisici, essendo l’operazione impostata sul titolo definitivo, avendo saputo che c’è questo discorso del ginocchio. Il Crystal Palace che nel frattempo aveva preso il sostituto, diceva, sai che c’è, ma il sostituto l’ho preso, ora lo do alla Juve, che ora se lo prende in prestito, perché poi in futuro magari me lo può comprare, perché capisce, come sto capendo io, che questo problema del ginocchio non è così insormontabile. Quindi è per questo che la Juventus è rimasta fino all’ultima aggrappata, poi non c’erano i tempi tecnici per andare a chiudere un’operazione con l’estero».










































