Meluso confessa: «Volevo portare Choupo-Moting al Lecce, ho un rammarico per Agudelo. Paratici alla Juve mi chiese due giocatori dello Spezia» | OneFootball

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·11 febbraio 2026

Meluso confessa: «Volevo portare Choupo-Moting al Lecce, ho un rammarico per Agudelo. Paratici alla Juve mi chiese due giocatori dello Spezia»

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Meluso, direttore sportivo, ha ripercorso la sua carriera attraverso queste rivelazioni di mercato. Ecco cosa ha detto

Mauro Meluso è stato intervistato da gianlucadimarzio.com. Le parole dell’ex direttore sportivo del Napoli, Frosinone, Perugia, Spezia e Lecce.


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SPEZIA «Io vengo dalla vecchia scuola, quella dove il direttore sportivo ha un ruolo centrale nelle scelte. È cambiato molto, allo Spezia nel 2021, dove raggiungemmo una miracolosa salvezza, la nuova proprietà mi disse che avrebbe voluto usare l’algoritmo. Io risposi che l’algoritmo poteva servire per scremare la ricerca, ma la scelta dei giocatori sarebbe stata mia. Per questo sono stato esonerato con altri due anni di contratto. Giocammo la prima partita di campionato contro il Sassuolo di De Zerbi che ci mise sotto. Perdemmo malamente, lui era sconsolato, ma io gli dissi: ‘Abbiamo fatto una grande partita, se questi sono i principi verremo fuori’. Era uno che dava un’identità alla squadra, cercare di dominare la partita sempre. Aveva un gioco quasi spavaldo, cosa che mi convince che bisogna avere coraggio nel calcio. Altrimenti, se fai come il boxeur che sta all’angolo e para solo i colpi, prima o poi ti mettono al tappeto».

GIOCATORI «Ho qualche rammarico, per esempio Agudelo, che ha scelto poi di andare all’estero. Un altro è Verde, che era un giocatore che aveva delle potenzialità enormi, mi ricordava molto Salah. Infatti, Paratici ci aveva pensato per sostituire Chiesa alla Juventus quando si fece male. Oggi Piccoli è un centravanti affermato, già nell’anno allo Spezia Paratici me lo chiese a gennaio. La Juve ne aveva bisogno, ma non glielo diedi. Italiano con Piccoli all’inizio diventava matto. Ogni tanto mi guardava storto, come per dirmi ‘ma chi mi hai portato?’: lui chiedeva alcuni movimenti che Piccoli non aveva, perché era uno molto istintivo. Italiano lo forgiò dal punto di vista tattico e così fece un grande girone di ritorno».

LECCE «Uno dei posti migliori dove sono stato a lavorare, con Sticchi Damiani mi sono trovato benissimo e abbiamo fatto una scalata pazzesca dalla C alla A. In C presi Mancosu a parametro zero dalla Casertana e dopo 3 anni fece 14 gol in serie A. La Mantia fu una grande plusvalenza, come anche Petriccione e Falco presi a zero e rivenduti per qualche milione. Presi anche Gallo a zero dal Palermo, oggi è ancora a Lecce. Fece rumore il mancato ingaggio di Burak Yilmaz ma io non ci avevo troppo sperato. Chiamai Leonardo, che era direttore del PSG. Choupo-Moting giocava poco e io gli proposi di un prestito. Leonardo era d’accordo, ma era una cosa quasi impossibile. Andai a Parigi per vedere un agente per un altro giocatore e in quel caso andai a vedere il PSG. In quella partita perdevano 1-0, si fece male Cavani ed entrò Choupo-Moting, che fece una doppietta. In quel momento capii che era diventato come scalare l’Everest in ciabatte. Anche se il mercato era ancora aperto non andai nemmeno più a parlare con Leonardo».

NAPOLI – «Difficile dire se io sia riuscito o meno a sfruttare la chance, ma va detto che era una situazione complicata, dopo uno scudetto e una stagione supergloriosa. Fu difficile impormi come ero abituato a fare. Ricordo bene la gestione di tanti momenti vissuti, fu un’annata disgraziata ma al presidente De Laurentiis va tutta la mia gratitudine: ho fatto la Champions, ho pranzato con Florentino Perez prima di Real Madrid-Napoli. Sono esperienze indimenticabili».

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