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·28 agosto 2026

Mercato: 539 M€ contro 26 M€, un abisso francese

Immagine dell'articolo:Mercato: 539 M€ contro 26 M€, un abisso francese

A pochi giorni dalla chiusura del calciomercato, i numeri mostrano chiaramente due mercati francesi che non operano sulla stessa scala. La Ligue 1 muove diverse centinaia di milioni di euro, mentre la Ligue 2 resta molto più prudente. Ma dietro i totali, anche le differenze tra i club sono considerevoli.

Restano ancora pochi giorni e abbastanza trattative aperte da poter sconvolgere i conti. Il mercato francese chiuderà ufficialmente martedì 1° settembre alle 19:59, secondo il calendario fissato dalla Ligue de Football Professionnel. A questo punto bisogna quindi parlare di una fotografia del mercato e non di un bilancio definitivo. Per evitare scarti falsati provocati da stime diverse, prendiamo in considerazione i dati aggiornati al 26 agosto per la Ligue 1: i 18 club avevano speso circa 539 milioni di euro, bonus esclusi, a fronte di 861 milioni di euro di entrate. Significa circa 30 milioni di euro di acquisti e 48 milioni di vendite per club. Soprattutto, il dato è chiaro e inequivocabile: anche nella massima serie, i club francesi hanno venduto molto più di quanto abbiano comprato quest’estate.


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Calciomercato: la Ligue 1 vende molto più di quanto acquisti

La cifra della spesa, del resto, racconta solo una parte della storia. Dei 539 milioni investiti, 152 milioni arrivano dal solo PSG. Il Paris FC tocca quota 79 milioni e lo Strasburgo 73,4 milioni. Da soli, questi tre club rappresentano quindi più della metà delle spese registrate in tutta la Ligue 1. All’estremo opposto della classifica, Brest e Le Mans non avevano ancora registrato alcuna indennità di trasferimento nella fotografia scattata il 26 agosto.

Stesso contrasto sul fronte delle vendite. Lo Strasburgo aveva generato 169,35 milioni di euro di entrate, davanti al PSG con 154 milioni e al Monaco con 104 milioni. Il Rennes arrivava a 87,5 milioni e il Lens a 70 milioni. Gli 861 milioni incassati dai club francesi, quindi, non sono distribuiti in modo uniforme. Bastano poche operazioni importanti per spostare in modo marcato il totale di un campionato. È un dato essenziale per leggere correttamente queste statistiche.

Resta comunque una tendenza significativa: la Ligue 1 esporta. A pochi giorni dalla chiusura, i club avevano generato circa 322 milioni di euro di entrate in più rispetto alle spese, sottraendo direttamente i due totali pubblicati. Questa necessità di vendere resta visibile persino in diverse squadre di alta classifica.

In Ligue 2, le cifre cambiano completamente

Un gradino più in basso, non si parla più affatto delle stesse somme. Le diverse banche dati dedicate ai trasferimenti possono presentare lievi differenze a seconda della data di aggiornamento o del modo in cui contabilizzano certe operazioni. Per questo sarebbe fuorviante presentare un importo al centesimo come un dato contabile ufficiale.

L’ordine di grandezza, però, lascia poco spazio ai dubbi. Le spese della Ligue 2 ruotano attualmente attorno ai 25-26 milioni di euro. Le entrate superano i 110 milioni. Una fotografia datata 24 agosto registrava precisamente 25,3 milioni di euro di acquisti contro 112,6 milioni di vendite. A distanza di pochi giorni, i dati disponibili collocano quindi sempre il campionato ampiamente in attivo.

Il confronto con la massima serie è eloquente senza bisogno di forzare i numeri. La Ligue 1 ha investito più di mezzo miliardo di euro. La Ligue 2 si colloca intorno ai 25 milioni. Eppure entrambe le divisioni contano 18 club in questa stagione.

Due campionati, ma soprattutto due economie

Questa differenza si ritrova ogni estate sugli spalti e attorno ai club. In Ligue 1, un trasferimento da 10 o 15 milioni di euro può rientrare nel normale funzionamento di diverse rose. In Ligue 2, un’operazione di questa portata cambia da sola la fotografia del campionato.

Il Saint-Étienne ne offre un esempio. Con circa 12 milioni di euro investiti al 24 agosto, l’ASSE da sola rappresentava quasi la metà delle spese allora registrate in Ligue 2. Anche il Reims si collocava sopra i 10 milioni. Dietro questi due club, gli importi scendevano molto rapidamente.

Il dato, quindi, va ben oltre il caso del Saint-Étienne. Tra i club retrocessi dalla Ligue 1, quelli che dispongono ancora di asset valorizzati e le squadre abituate a costruire con giocatori svincolati, prestiti o indennità ridotte, esistono diverse economie all’interno dello stesso campionato.

L’ultima settimana di mercato può ancora spostare gli equilibri. È particolarmente vero per le entrate, perché basta una sola cessione importante per modificare sensibilmente il bilancio di un club. Ma a pochi giorni dalla chiusura, una tendenza è già solida: la Ligue 1 e la Ligue 2 appartengono allo stesso calcio professionistico francese, non allo stesso mercato dei trasferimenti.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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