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·12 settembre 2026
Mercato - PSG: il geniale messaggio di Dembélé a Parigi sul rinnovo

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·12 settembre 2026

Ousmane Dembélé è annunciato ormai vicinissimo al rinnovo con il PSG. L’internazionale francese ha peraltro inviato al suo club un messaggio quantomeno ironico.
Il 22 settembre 2025, Ousmane Dembélé è entrato in una nuova dimensione aggiudicandosi il 69° Pallone d’Oro della storia. Incoronato in casa sua, a Parigi, l’internazionale francese aveva preceduto Lamine Yamal con il 20,60% dei voti contro il 15,81% del giovane prodigio del FC Barcellona.
In un’intervista concessa a France Football, il nativo di Vernon ha ammesso che la sua quotidianità non è davvero cambiata: "Non molto, solo un po’ più di critiche. (Ride.) Ma fa parte del gioco. Ti riconoscono anche come Pallone d’Oro appena sei per strada, quando vai al ristorante. Ti parlano di questo trofeo. È questo che cambia. Sono entrato in una cerchia ultra ristretta con giocatori incredibili. Fa piacere farne parte."
In compenso, è cambiata la percezione degli altri: "Sì, ovviamente. Si guarda ogni tuo gesto. In campo, ma anche fuori. A ogni pallone toccato. Ogni volta che parli con un compagno. A ogni parola. Quella dei miei compagni del Paris Saint-Germain, invece, non è cambiata molto. È sempre la stessa cosa. Ci prendiamo in giro, ridiamo. E poi c’è anche la canzone ("E Ousmane Pallone d’Oro!") che torna ogni volta che segno un gol al Parco dei Principi."
Prosegue: "Bisogna essere forti sempre. Devi giocare bene in ogni partita, altrimenti si dice: "Oh guarda!" È molto divertente, ma non cambia nulla. Riceveremo sempre critiche (...) Bisogna fare un lavoro su se stessi. Non bisogna lasciare che l’ego prenda il sopravvento. Bisogna restare se stessi. Penso che questo sia un vero lavoro da fare per ciascun giocatore, soprattutto se sei Pallone d’Oro. Bisogna fare attenzione all’ego. Può divorarti (...) Non mi sento invincibile."
Sulla sua gestione da parte di Luis Enrique, "Dembouz" assicura che non è cambiato nulla: "Uguale agli altri. Poi penso che quando hai un po’ più di età, quando hai già passato almeno dieci-dodici anni nel calcio, un allenatore non ti gestisce come un giovane appena arrivato nel mondo professionistico, Pallone d’Oro o no. Non sono il ragazzino appena arrivato nel mondo professionistico (...) Devi dimostrare perché sei stato eletto Pallone d’Oro. Poi devi essere sempre all’altezza, soprattutto nelle partite di Champions League, di Coppa del Mondo. È un trofeo collettivo, ma comunque anche individuale. I quaranta gol li hai segnati comunque tu. Ovviamente sei aiutato dai tuoi compagni, ma resta un trofeo individuale."
Una cosa è certa: il suo status non è cambiato nella nazionale francese: "Ormai sono dieci anni che sono in nazionale. Sono uno dei più anziani. È soprattutto questo che è cambiato. Vieni ascoltato di più. Ho giocato il Mondiale 2018, che abbiamo vinto, quelli del 2022 e del 2026, l’Europeo. Per alcuni, quest’estate è stato il loro primo Mondiale, quindi è normale che io venga ascoltato un po’ di più grazie alla mia esperienza."
Infine, ha concluso con una piccola battuta sul suo futuro e sulla possibilità che il PSG non rinnovi il contratto del suo Pallone d’Oro: "Fai quello che vuoi (sorrisi). Poi sta all’allenatore, al direttore sportivo e al presidente decidere. Puoi anche essere Pallone d’Oro, ma se non vogliono rinnovarti o se vogliono dirti di lasciare il club, te ne andrai, amico mio". Uno scenario che però non sembra attuale, visto che sarebbe davvero a un passo dal rinnovo fino al 2030.
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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.
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