DirettaCalcioMercato
·7 giugno 2026
Messico, Ochoa: “Sono orgoglioso di chiudere con il Mondiale in casa. Gimenez? Può aiutarci molto”

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Guillermo Ochoa ha commentato la sua partecipazione al sesto mondiale in carriera e il suo futuro, ecco le sue parole.
Guillermo Ochoa è all’ultimo Mondiale in carriera. A 40 anni, il portiere messicano andrà a disputare la competizione con il suo paese, uno dei tre ospitanti, per quella che sarà la sua sesta partecipazione a questa competizione nella sua carriera. Intervistato da TuttoMercatoWeb, Ochoa ha parlato di quello che lo aspetta e del suo futuro. Ecco le sue parole.
Sesto Mondiale, come Messi e Ronaldo: che soddisfazione prova per questo record? “È qualcosa di molto speciale, senza dubbio. Essere in quella lista insieme a giocatori come Messi e Cristiano certifica la mia costanza, i tanti anni di duro lavoro e di sacrificio. Ma sinceramente me lo vivo con molta umiltà: la cosa più importante per me è sempre stata rappresentare al meglio il Messico e aiutare la nazionale, a prescindere dal ruolo che mi venga assegnato”.
Record che immagino avrà un sapore speciale, potendolo festeggiare davanti ai suoi tifosi “Giocare un Mondiale in casa è qualcosa di unico. Poter chiudere questo ciclo difendendo questi colori davanti alla nostra gente sarà molto emozionante. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Oggi il mio focus è prepararmi al massimo allenarmi duramente e portare la mia esperienza al resto del gruppo”.
In Qatar non andò benissimo: quanta voglia di rivalsa c’è nel gruppo? “Dopo il Qatar è rimasta la sensazione che avremmo potuto dare di più. Quando rappresenti il Messico vuoi sempre andare oltre. Questo gruppo ha fame, ha talento e vedo molta unione al suo interno. Arriviamo con entusiasmo, ma anche sapendo che un Mondiale richiede tantissimo lavoro”.
Gimenez arriva da una stagione complicatissima al Milan: teme possa influire? “A volte nel calcio le stagioni non vanno come uno si aspetta, soprattutto in club così esigenti e in campionati così competitivi. Ma Santi è uno con tantissimi qualità e personalità: non ho alcun dubbio che la sua mentalità possa dare tanto alla nazionale. Gli attaccanti vivono molto di momenti e fiducia”.
Da ex Serie A, le fa strano vedere un altro Mondiale senza Italia? “Sì, certo che sorprende non vedere l’Italia a un Mondiale perché è una nazionale storica. Ho ricordi molto belli del mio periodo in Italia. Ho vissuto un calcio molto tattico, molto appassionato, con anche tanta pressione. È stata un’esperienza che mi ha aiutato a crescere molto come portiere e come persona”.
Ha già pensato cosa farà una volta smesso? “Sono ancora molto concentrato sul giocare e sul vivere questa fase della mia carriera. Il calcio continua ad appassionarmi tantissimo. Ovviamente uno inizia a pensare al futuro poco a poco, ma non ho ancora nulla di definito. Mi piacerebbe restare legato al calcio in qualche modo, perché è stata tutta la mia vita”.







































