Michieli: «Alla Samp servirebbe un cambio di proprietà che faccia piazza pulita. L’uscita di scena di Manfredi me l’aspettavo» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·30 aprile 2026

Michieli: «Alla Samp servirebbe un cambio di proprietà che faccia piazza pulita. L’uscita di scena di Manfredi me l’aspettavo» – ESCLUSIVA

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Maurizio Michieli, giornalista esperto sulla Sampdoria, quest’oggi ci ha concesso una lunga intervista esclusiva sui temi in casa blucerchiata: le parole

Maurizio Michieli ha spesso approfondito accuratamente i temi e gli argomenti in casa Sampdoria e per questo motivo abbiamo deciso di contattarlo per chiedergli le proprie impressioni sull’attualità in casa Sampdoria. Il giornalista ci ha quindi dedicato in esclusiva ai taccuini di SampNews24 alcune risposte che riprendono il quadro dei blucerchiati. Ecco cos’ha detto:


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Lombardo ha dato una nuova impronta alla squadra ed è riuscito a mettere i giocatori in condizione di fare molto meglio che nella prima parte di campionato. Per quale ragione?

«Intanto perché credo che, rispetto alle gestioni tecniche precedenti, sia riuscito a creare maggiore empatia con lo spogliatoio, come già aveva fatto insieme con Evani nella scorsa stagione. Poi perché ha collocato i giocatori nei loro ruoli. Prima eravamo “abituati” a vedere esterni di difesa fare i centrali (Venuti e Giordano) o ali d’attacco agire da centrocampisti (Cherubini). Infine, ritengo abbia avuto anche il “coraggio” di qualche scelta: puntare con decisione sul 19enne Martinelli tra i pali, escludere Esposito dopo avergli concesso sin troppe occasioni. Dopodiché, se la Sampdoria si salva non possiamo parlare di un’impresa e con grande onestà intellettuale lo ha detto lo stesso Lombardo: è il minimo sindacale. Ma con una società così disastrata alle spalle e un vortice di allenatori e calciatori del genere, Attilio meriterebbe comunque un 9 in pagella».

In vista della prossima stagione, i blucerchiati cosa dovrebbero fare per puntare a una promozione in Serie A? Cosa serve di più a questa squadra?

«In primis servirebbe un cambio di proprietà che facesse piazza pulita di tutto e di tutti e una ripartenza da zero come con Riccardo Garrone nel 2002. Se ciò, come penso e temo, non accadrà spero almeno che lo faccia Tey, anche se ne dubito. Servirebbe un direttore generale vero (non come sono stati Messina e Walker, sia pure informali), un direttore sportivo di esperienza da affiancare ad Andrea Mancini, il miglior allenatore possibile per la serie B (Stroppa o Inzaghi) e dieci giocatori forti per la categoria».

Il calciomercato invernale della Sampdoria è stato decisivo ai fini della salvezza. Chi andrebbe riscattato tra i giocatori arrivati a gennaio? E chi invece dovrebbe fare posto a qualcun altro?

«Secondo me non riscatteranno nessuno e faranno l’ennesima rivoluzione. So che la Fiorentina sarebbe disponibile a lasciare Martinelli in prestito ancora un anno e sarebbe un bel colpo. Onestamente nessuno mi ha entusiasmato, ma dovessi scegliere terrei Begic».

Cosa ne pensi delle improvvise dimissioni di Manfredi, del suo messaggio inviato dopo la rescissione e del consecutivo insediamento di Tey?

«L’uscita di scena di Manfredi me l’aspettavo, era dal luglio scorso che si trascinava questa resa dei conti con Tey ed era probabile che vincesse quello finanziariamente più forte. In ogni caso è stato ed è tutto grottesco. Anche il comunicato di Manfredi, al quale avrei concesso l’onore delle armi ma dopo quell’uscita mi sono sentito obbligato a sottolineare che la sua gestione della Sampdoria è stata la peggiore della storia blucerchiata. E non aver fatto fallire il club non è un merito, perché il bene era nelle sue mani e nessuno lo aveva costretto con una pistola alla tempia a prenderselo sulle spalle. C’erano anche altri competitor in corsa e la storia che l’avrebbero fatta fallire è completamente falsa. Lui e Radrizzani si sono accreditati al tavolo delle trattative, tramite lettera ufficiale, come rappresentanti di Qatar Sports Investments, che poi è sparito nel nulla. E’ una storia nata male e finita peggio. In passato gli stessi non erano riusciti a prendere altre squadre di calcio in Italia ed erano stati rimbalzati anche in malo modo. Ma lasciamo perdere, non mi piace infierire e non avrei detto più mezza parola se non fosse uscito quel comunicato di Manfredi dal quale mi sono sentito preso in giro e soprattutto ho ritenuto che prendesse in giro migliaia di tifosi della Samp».

Cosa ti aspetti dalla gestione del nuovo presidente? La sua presa di potere è una cosa positiva o negativa per i blucerchiati?

«De Gennaro è un avvocato di grande spessore nel suo settore, ma non ho aspettative in questo momento. Anche perché bisognerà capire, dopo l’assemblea dei soci, se il suo è un incarico pro tempore oppure stabile. Ne riparleremo, è troppo presto».

La Nazionale vive un momento di crisi con pochi precedenti: eliminazione dal Mondiale, dimissioni di Gravina e un possibile scandalo VAROPOLI all’orizzonte. Quali dovrebbero essere i primi provvedimenti per riportare l’Italia ai suoi gloriosi fasti?

«Commissariare la Figc. E poi arrivare all’elezione di un presidente che non sia “compromesso” con il passato. Il programma stilato a suo tempo da Roberto Baggio per rilanciare il calcio italiano venne messo in un cassetto e sepolto lì. Una vergogna, non basta cambiare ct per ribaltare la situazione, questa è una crisi profonda e ci vorranno anni per uscirne ma non esiste la volontà di farlo perché ci sono troppi interessi personali in gioco».

Si ringrazia Maurizio Michieli per la gentilezza e disponibilità mostrate nel corso di questa intervista

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