Milannews24
·28 agosto 2026
Milan, con l’addio di Leao restano solo due “superstiti” dello scudetto 2022

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Il Milan si prepara alla seconda giornata di Serie A Enilive, con la sfida contro il Venezia a San Siro che rappresenterà un nuovo banco di prova per la squadra di Ruben Amorim. Nel giorno dei sorteggi di Europa League, Paolo Condò ha analizzato il momento dei rossoneri sulle colonne del Corriere della Sera.
Tra i punti toccati dal giornalista anche uno relativo alla rosa a disposizione di Amori che sottolinea come la squadra protagonista della conquista dello scudetto 2022 sia ormai quasi completamente cambiata, con pochi elementi rimasti ancora presenti nella rosa attuale.
Secondo Condò, con la ormai imminente partenza di Rafael Leao e l’addio ormai probabile di Fikayo Tomori, gli unici superstiti del Milan campione d’Italia del 2022 sarebbero Mike Maignan e Alexis Saelemaekers, evidenziando come quel gruppo si sia progressivamente dissolto per diversi motivi, tra cambiamenti anagrafici, scelte di mercato e cessioni importanti.
IL MILAN DEL 2022 È ORMAI UN RICORDO – «Ora che a Leao resta solo da decidere la destinazione, mentre Tomori sa di doversi cercare una squadra, gli ultimi superstiti del Milan campione 2022 sono Maignan e Saelemaekers: una squadra intera si è dissolta fra vecchiaia (Giroud), eccessi (Theo), regalie (Kalulu) e cassa (Tonali). Se n’è andato un Milan forse miracolato, ma comunque l’unico capace di scudetto negli ultimi 15 anni. Amorim non è il primo a provare il rilancio, la postura del Milan a Torino induce a un cauto ottimismo».
Se l’analisi del giornalista al Corriere dell Sera parla di squadra forse miracolata, non è per forza vero che quel Milan sia stato un semplice caso, ma più una allinearsi di momenti positivi tra gruppo e fattori esterni che hanno reso possibile un successo altrimenti difficile.
In fondo nessuno ha mai dubitato delle qualità offensive di Leao o del ruolo chiave di Theo Hernandez sulla fascia, nonostante negli altri anni a seguire non siano arrivati scudetti e, anzi, siano stati spesso capo espiatorio degli insuccessi.
Anche Tomori e Kalulu hanno avuto una sorte strano. Mentre l’inglese, rimasto negli anni a seguire, non è mai riuscito a ripetersi in particolare dopo l’infortunio della stagione 2023/2024 al bicipite femorale; il calo di Kalulu si è rivelato condizionato dall’ambiente più che dal giocatore dal momento in cui il difensore francese, passando alla Juve, si è rivelato nuovamente tra i migliori difensori del campionato.
Anche lo stesso Saelemaekers, pur essendo un reduce dello Scudetto, ha passato momenti “bui” a Milano ed ha trovato conferme solo con Bologna e Roma in prestito, fino al ritorno in rossonero della passata stagione.
Mentre non giudicabile è il fatto “vecchiaia”. Nonostante Giroud continui a confermarsi un bomber di razza anche a Lille, l’allontanamento del francese era chiaramente un’esigenza anagrafica che seppur anticipata sembrava, all’apparenza doverosa.







































