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·25 maggio 2026

Milan, fine del progetto Allegri: chi lo sostituisce? I primi nomi per il post

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Il bivio in panchina: fine del progetto Allegri e nuovo enigma rossonero. Diversi nomi per sostituire il livornese.

Il Milan si ritrova ancora una volta davanti a un cambio di rotta che somiglia più a una ripartenza che a una semplice correzione. L’obiettivo stagionale, il ritorno in Champions League, non è stato centrato, e con esso sembra incrinarsi anche la struttura del progetto tecnico affidato a Massimiliano Allegri. Un fallimento che, secondo molti all’interno dell’ambiente rossonero, non può essere separato dalle responsabilità dell’allenatore, soprattutto nei momenti decisivi della stagione.


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Il piano iniziale era chiaro: qualificazione immediata in Champions e successiva costruzione di una squadra competitiva per lo scudetto. Un progetto a medio-lungo termine, pensato per stabilizzare il club dopo le esperienze non riuscite di Paulo Fonseca e Sergio Conceicao. Tuttavia, la realtà del campo ha raccontato un’altra storia, fatta di risultati altalenanti e di un’identità tecnica mai pienamente consolidata.

Sul piano contrattuale, la situazione è altrettanto delicata: il mancato accesso alla Champions avrebbe fatto scattare automaticamente un rinnovo fino al 2028, ma lo scenario è ora completamente ribaltato. Il tema non è più la continuità, bensì la possibile interruzione anticipata del rapporto, come riporta la Gazzetta dello Sport.

Palladino e Iraola e non solo i possibili candidati per la panchina del Milan

Nel frattempo, la dirigenza si muove in un contesto complesso e ancora in assestamento. Tra i nomi che circolano per la successione, tornano con insistenza quelli di Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino, profili già valutati in passato e ritenuti compatibili con un progetto di crescita tecnica e valorizzazione della rosa. A questi si aggiungono ipotesi internazionali, segno di una riflessione più ampia sul modello di gioco da adottare. La scelta del prossimo allenatore non sarà però soltanto tecnica, ma anche strutturale. Il sistema di gioco influenzerà direttamente il mercato estivo: un conto è costruire una squadra per un 3-5-2, un altro per un 4-2-3-1, con conseguenze evidenti su cessioni e nuovi acquisti. Il Milan, insomma, si trova a dover ridefinire non solo la guida tecnica, ma anche la propria identità tattica. Anche i nomi di Iraola e Marco Silva, provenienti dalla Premier League, stuzzicherebbero, ma v’è da dire che finché non ci sarà il nuovo assetto dirigenziale sarà difficile pianificare.

In questa fase di transizione, il ruolo centrale sembra essere quello di Zlatan Ibrahimovic, sempre più coinvolto nelle dinamiche decisionali e in stretto contatto con la proprietà guidata da Gerry Cardinale. Con Giorgio Furlani e Igli Tare sullo sfondo di possibili cambiamenti, è proprio l’ex attaccante svedese a gestire le prime fasi del post-contraccolpo stagionale.

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