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Calcionews24

·28 giugno 2026

Milan, il Mondiale di Gonçalo Ramos non è questo: ecco cosa successe 4 anni fa

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Milan, Gonçalo Ramos sta deludendo al Mondiale: rendimento diametralmente opposto rispetto a quanto successo 4 anni fa

É molto probabile che i tifosi del Milan nel Mondiale si mettano a guardare – da adesso in poi – molto di più Gonçalo Ramos che Leao, ovvero l’attaccante che ci sarà nel prossimo futuro rispetto a quello che probabilmente se ne andrà via, a meno che Amorim decida di puntare ancora su di lui e lo convinca a restare. Il problema è che mentre Rafa uno spezzone di gara l’ha fatto e una rete l’ha messa a segno, il bomber del Psg conferma in nazionale di abitare la panchina esattamente come succede con una certa regolarità nel club. Finora, lo si è visto in campo solo 7 minuti più recupero nel finale con la Repubblica Democratica del Congo, quando è entrato per Vitinha, una punta per un centrocampista, col chiaro intento di provare a vincere una gara inchiodata sul pari. Per il resto, niente. E dire che 4 anni fa fu tutto un altro film.


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Il Mondiale in Qatar del 2022 ha regalato storie memorabili, ma poche hanno l’impatto narrativo della parabola di Gonçalo Ramos. L’attaccante lusitano, allora giovanissima promessa classe 2001 del Benfica, visse nel giro di pochissimi giorni il punto più alto e quello più basso della rassegna intercontinentale, diventando il simbolo del coraggio – e poi della caduta – del CT Fernando Santos.

La notte di grazia contro la Svizzera: Ramos è “Re”

Il 6 dicembre 2022, per l’ottavo di finale contro la Svizzera, Santos prende una decisione epocale: fuori il totem Cristiano Ronaldo, dentro il giovane Gonçalo Ramos. Un rischio incalcolabile che si trasforma in un trionfo assoluto. Il Portogallo vola sulle ali dell’entusiasmo, dominando gli elvetici con un perentorio 6-1 e mettendo in mostra un calcio arioso, tecnico e letale.

Ramos è letteralmente ingiocabile. Al 17′ sblocca la partita con una sassata clamorosa sotto l’incrocio dei pali, un missile che viaggia a 106 km/h sorprendendo Sommer. Non pago, al 51′ firma la doppietta con una pregevole girata fulminea sul primo palo su cross di Dalot, confermando le doti da vero rapace d’area. Al 66′ il capolavoro: imbeccato perfettamente da João Félix, supera il portiere svizzero con un elegantissimo scavetto, siglando la prima tripletta del torneo. La prestazione vale un 9 in pagella e illude l’intera nazione: il Portogallo ha trovato il nuovo profeta, l’era di CR7 sembra giunta al capolinea. Era dai tempi di un certo Pelé (1958) che al Mondiale non si aveva una tripletta di uno così giovane.

Il brusco risveglio contro il Marocco

Ma il calcio è spietato. Pochi giorni dopo, nei quarti di finale contro la grande rivelazione del torneo, il Marocco di Regragui, la favola si interrompe bruscamente. Santos conferma la stessa formula, con Ramos titolare e Ronaldo in panchina, ma il muro eretto dalla nazionale africana è invalicabile.

Il Portogallo incassa al 42′ la rete di En-Nesyri (complice una goffa uscita di Diogo Costa) e si smarrisce in un possesso palla sterile. Ramos viene ingabbiato nella morsa fisica di Amrabat e dalla linea a 5 marocchina. A parte un colpo di testa sciupato al 57′, l’attaccante sparisce dai radar, venendo sostituito al 68′ da Rafael Leão nel disperato (e vano) tentativo di recuperare il risultato. Il Mondiale di Ramos e del Portogallo si chiude qui: un’illusione meravigliosa durata lo spazio di 90 minuti, sufficiente però a iscrivere il suo nome nella storia della competizione.

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