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·13 settembre 2026

Milan, il paradosso di Amorim: cambi azzeccati o undici titolare sbagliato?

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La disposizione tattica di Amorim è ancora avvolta in un dubbio esistenziale: il tecnico portoghese sbaglia lo schieramento iniziale; sfrutta alla perfezione i cambi, affidandosi alla sua lettura della partita, oppure fa ancora difficoltà a raccapezzarsi all’interno dell’organico rossonero?

Il Milan ha segnato 7 gol in questo inizio di campionato, 5 dei quali hanno visto il coinvolgimento diretto di calciatori subentrati dalla panchina. Il dato certifica una tendenza sempre più percettibile del nuovo Milan di Amorim. La squadra ha mostrato segnali di fragilità nei primi minuti di gioco, per poi esibire la miglior versione di se nelle battute finali. I rossoneri devono carburare, forse per una questione prettamente di tenuta fisica dovuta alla preparazione estiva. Resta comunque un grande punto interrogativo sulla strategia che il tecnico lusitano vuole apportare alla squadra. In tutte e quattro le partite si è registrato un canovaccio simile, pertanto diventa legittimo porsi due quesiti, senza la presunzione di ricavarne una constatazione: è più corretto parlare di un tecnico fenomenale nell’azzeccare i cambi o di un tecnico che sbaglia l’undici di partenza?


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In secondo luogo, la scelta dell’undici titolare è dettata dall’incertezza oppure è il frutto di uno schema mentale preciso, al fine di cambiare l’inerzia della partita nella seconda frazione di gioco?

Milan, Amorim: “Tutti devono essere pronti”

“Voglio che l’idea di calcio sia collettiva, in modo da avere diversi interpreti per ogni ruolo. Dobbiamo sapere utilizzare più giocatori, non deve entrare qualcuno dalla panchina e stravolgere il nostro gioco. La cosa più importante è trovare la loro collocazione migliore in campo. Per questo continuo a cambiare, tutti devono essere pronti”. 

Dalle dichiarazioni nel post-partita contro la Lazio, si evince chiaramente l’intento e l’obiettivo che si è prefissato Ruben Amorim. La disposizione tattica iniziale è importante, ma l’idea del tecnico lusitano si concentra soprattutto sulla profondità di rosa. Al netto di alcune pietre angolari come Maignan, Gila, Pavlovic e Modric in condizioni ottimale, Amorim tiene a cuore il fattore crescita dei suoi calciatori. La sana competizione è la mentalità che vorrebbe trasmettere ai suoi giocatori; e si è rispecchiata fortemente nell’ingresso in campo di Moreira, protagonista della rimonta del Diavolo contro la Lazio. La sostituzione di Modric non è una bocciatura, ma un messaggio emblematico che Amorim vorrebbe veicolare ai suoi giocatori. Tutti gli elementi della rosa sono imprescindibili, ma non si può imperniare la manovra sulla dipendenza dei singoli. Vietato quindi adagiarsi sugli allori, ma sviluppare una coscienza collettiva che si fonda su un obiettivo comune: la qualificazione alla prossima edizione di Champions League.

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