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·7 agosto 2026
Milan, Inzaghi: “Mi auguro che con Amorim possa competere. Palermo? Essere favoriti non ci pesa”

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·7 agosto 2026

Filippo Inzaghi ha parlato delle sue aspettative per la prossima Serie A e per la stagione con il Palermo. Ecco le sue parole.
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Filippo Inzaghi ha parlato della prossima stagione di Serie A e di Serie B facendo il punto sulle sue aspettative riguardo il Milan e il campionato. Infine, ha chiuso parlando del suo Palermo. Ecco le sue parole.
I rossoneri sono ripartiti da Amorim.
“Mi auguro che il Milan, con il nuovo allenatore e i nuovi acquisti importanti che ha fatto, possa competere fino alla fine. La storia insegna che i rossoneri devono stare a quei livelli”. Che campionato si aspetta?
“Molto equilibrato. L’Inter parte davanti a tutti perché ha vinto lo scudetto e ha una squadra molto attrezzata. La Juventus sta completando molto bene la rosa e anche il Napoli ha un organico importante”.
Le piace Gonçalo Ramos?
“Lui e Gila sono bei rinforzi. Il portoghese si muove bene e ha il gol nel sangue. Speriamo che quest’anno l’attaccante sia quello giusto e che quella maglia numero 9 gli porti fortuna”.
Dopo di lei solo a Giroud ha sconfitto la “maledizione” della 9 rossonera…
“Su queste cose si scherza anche troppo e spero che Ramos faccia bene, così chiudiamo il discorso”.
La Juve ha rincorso un anno e mezzo Kolo Muani.
“Mi piace. Se la Juventus ha insistito così tanto per riportarlo a Torino, significa che è stato apprezzato sia in campo sia fuori. Il suo arrivo e quello di Alajbegovic sono molto interessanti: soprattutto il bosniaco mi ha impressionato quando l’ho visto in nazionale. La Juventus, con Spalletti e Carnevali, tornerà a essere un’avversaria temibile per tutti”.
Vlahovic invece è ancora senza squadra. “Secondo me le opportunità le ha avute. Magari starà riflettendo e cercando la soluzione migliore. Io penso che possa ancora dire la sua ad alti livelli”.
Lautaro è favorito per il trono dei bomber della A? “Lautaro è una garanzia, ma per il prossimo anno mi auguro la definitiva esplosione di un italiano. Dico Scamacca perché credo possa essere la sua stagione. Abbiamo bisogno di riportare un centravanti ai vertici della classifica dei cannonieri per il bene della Nazionale. E di attaccanti bravi ne abbiamo: da Scamacca a Raspadori passando per i giovani Pio Esposito e Camarda. Senza dimenticare Kean, al quale auguro di trovare continuità anche con l’Italia, e Cutrone, uno che non tradisce mai”.
A proposito di Nazionale, come ha vissuto il terzo Mondiale senza gli azzurri?
“L’eliminazione ai playoff è stato un grande dispiacere. Adesso si riparte con un nuovo corso e io mi fido perché conosco Malagò, Mancini e Ranieri, in quel ruolo una vera garanzia. Scherzando, dico sempre che mi piacerebbe far vedere ai miei figli un Mondiale con l’Italia. Sono ancora piccoli, ma bisogna accelerare perché loro crescono…” Suo fratello Simone come sta all’Al Hilal?
“Lo sento felice e sereno. Secondo me aveva bisogno di staccarsi un po’ dalla Serie A che è un ambiente complicato, dove bisogna incassare anche qualche critica. Penso abbia fatto una scelta personale giusta e sono convinto che presto tornerà in Italia o in Europa perché se lo merita. Quest’anno con i risultati delle nostre squadre nelle coppe abbiamo capito ancora di più il valore del percorso che aveva fatto in Champions con l’Inter: quando ha perso due finali forse non ci si rendeva conto fino in fondo quello che voleva dire arrivare a giocarsi il trofeo”.
Lei invece è pronto per la seconda avventura sulla panchina del Palermo?
“Io sono uno che vuole sempre vincere. I 72 punti conquistati lo scorso anno, abbinati con la cresciuta avuta dal gruppo, rappresentano una solida base di partenza per il 2026-27. Avremmo già voluto regalare qualcosa di diverso alla nostra gente che ha dimostrato una passione e un’intelligenza fuori dal comune con il lungo applauso dopo la semifinale di ritorno dei playoff persa contro il Catanzaro. Quel gesto mi ha riempito il cuore perché in Italia non era praticamente mai successo. Con i tifosi abbiamo un grande debito”.
Il ruolo di favoriti della Serie B vi pesa? “No. È un gioco al quale ci prestiamo volentieri e non possiamo nasconderci. Sappiamo di avere alle spalle una società e un pubblico di un’altra categoria, ma nessuno ci regalerà niente. Questo deve essere l’anno giusto e stiamo lavorando con un obiettivo in testa, senza però dimenticare che il campionato sarà come sempre pieno di insidie e difficoltà: non basterà chiamarsi Palermo, o avere una rosa forte, per tornare in Serie A”.







































