DirettaCalcioMercato
·5 giugno 2026
Milan, Leão ribadisce la sua posizione sul futuro: “Ho bisogno di una nuova sfida, ho giocato fuori ruolo e con la pubalgia”

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·5 giugno 2026

Rafael Leão ha le idee piuttosto chiare sul suo futuro: il portoghese ha ribadito la sua idea di lasciare il Milan e iniziare una nuova sfida.
Il futuro di Rafael Leão non sarà più a Milano e nel Milan: il portoghese dopo l’intervista rilasciata nei giorni scorsi, ha ribadito ai microfoni di Sport TV la sua volontà di intraprendere una nuova esperienza.
Leão vuole una nuova sfida. “Ho bisogno di una nuova sfida. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po’. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbe di più il mio talento e me come giocatore. Se dovesse arrivare l’opportunità della Premier, sarei molto contento: penso che il mio talento riuscirei a metterlo a confronto con giocatori che sono a un livello molto alto. Giocare in quel tipo di campionato valorizza molto il giocatore”.
Leão traccia un bilancio della difficile stagione appena conclusa. “È stata una stagione difficile. Non siamo arrivati in Champions League. Ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia, in una posizione che non è la mia. Il sistema tattico non mi aiutava. Sentivo di poter fare la differenza, ma il modo in cui la squadra giocava non mi ha messo nelle condizioni di riuscirci. Alla fine diventa logorante”.
L’arrivo al Milan e la telefonata con Maldini. “C’era stato prima un interessamento dell’Inter. Luís Campos mi disse che stavano pensando di vendermi. lo dissi che volevo restare un altro anno. Poi qualche giorno dopo mi disse che il Milan si sarebbe fatto avanti con una proposta da 25 milioni. E mi disse che qualcuno voleva parlarmi. Qualche ora dopo mi passano un telefono e… Maldini, Maldini che parlava con me. Non potevo dire di no. Ho ricevuto una buona energia da parte sua”.
Il portoghese parla anche del rapporto con Ibrahimovic. “È una brava persona, ma se sei debole psicologicamente, ti fai influenzare. L’approccio a volte sembra negativo. Se sei una persona che si sente subito attaccata dal suo modo di rivolgersi a te, ti sentirai male. Non è il tipo da darti una pacca sulle spalle, nemmeno negli allenamenti. Personalmente per me è sempre stato molto importante. Mi ha aiutato dentro e fuori dal campo. È un idolo. Averlo in rosa intimidiva sempre anche la squadra avversaria. E per me, che a volte sono un po’ distratto mi teneva sempre all’erta in ogni minuto di gioco”.
Leão spende parole d’elogio per l’ex tecnico del Milan Stefano Pioli. “Siamo stati insieme molti anni e dal secondo anno ha iniziato a capirmi meglio come persona e mi ha dato quella libertà di esprimere il mio talento. Ha preparato molto bene la squadra: ero libero semplicemente di giocare a calcio. E una persona che mi ha segnato molto nella carriera perché mi ha aiutato a conquistare il mio primo titolo.”
Infine un passaggio sulla sua posizione preferita in campo. “Come ala, dopo il dribbling, ho più tempo per pensare se tirare, dribblare di nuovo o crossare. Ma giocando come seconda punta sono più vicino alla porta e devo essere più concreto: o fai assist o tiri. È un dettaglio su cui devo lavorare. Alla fine il calcio oggi si basa sui numeri, ed è l’ultimo step che mi manca. Sulla fascia sono prevedibile? Le squadre si sono adattate. Quando la palla arriva all’ala, arrivano già due o tre difensori. Cambiando dalla fascia a seconda punta, o nelle zone centrali, mi avvicino due o tre volte alla porta durante la partita e poi torno aperto. Questo rende il mio gioco più imprevedibile”.
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