DirettaCalcioMercato
·14 settembre 2026
Milan, Modric va fuori giri: il centrocampo a due lo mette in difficoltà

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·14 settembre 2026

Luka Modric fatica nel nuovo Milan di Amorim: il centrocampo a due e il gioco di corsa mettono in difficoltà il croato.
A volte basta cambiare spartito per trasformare anche una sinfonia perfetta in una rincorsa affannosa. Luka Modric, protagonista assoluto del Milan della scorsa stagione, sta facendo più fatica nel nuovo sistema di Ruben Amorim. Il croato, reduce dai 41 anni appena compiuti, è stato sostituito all’intervallo contro la Lazio e le parole del tecnico portoghese hanno fatto discutere.
Come raccontato da La Gazzetta dello Sport, il problema potrebbe non essere soltanto anagrafico. Con Allegri, Modric era protetto nel 3-5-2, affiancato da due mezzali che gli permettevano di gestire le energie e soprattutto di avere più tempo per costruire.
Nel nuovo Milan il contesto è completamente diverso. Il centrocampo a quattro obbliga i mediani a coprire molto più campo, sia in orizzontale sia in verticale, soprattutto quando la squadra cerca di pressare in avanti.
Contro la Lazio, una situazione al 28′ ha fotografato le difficoltà del momento: Modric ha rincorso una ripartenza biancoceleste e, dopo aver toccato il pallone, ha involontariamente servito Frattesi, che ha sfiorato il gol.
Non è il Modric che il Milan aveva ammirato pochi mesi fa. Il croato sembra soffrire soprattutto quando la partita si trasforma in una continua corsa da una parte all’altra del campo.
Ruben Amorim ha spiegato chiaramente il motivo della sostituzione e il tipo di partita nel quale Modric può ancora fare la differenza.
“Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte e corse all’impazzata, non è il tipo di partita per Luka. In più penso che Modric si abbassasse troppo vicino ai centrali di difesa”, ha dichiarato il tecnico dopo il pareggio dell’Olimpico.
E proprio Amorim ha indicato la strada per utilizzare al meglio il Pallone d’Oro 2018:
“Possiamo giocare con Luka e lo abbiamo dimostrato nelle altre partite, ma per farlo dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso e controllo. Se la trasformiamo in una gara di corsa, per lui diventa impossibile”.
La panchina, dunque, non rappresenta necessariamente una bocciatura. Il Milan dovrà imparare a scegliere quando affidarsi alla classe di Modric e quando, invece, puntare maggiormente sul dinamismo di giocatori come Musah.
Resta inoltre Jashari, ancora alla ricerca del riscatto dopo una stagione complicata. Per Modric potrebbe quindi iniziare una fase diversa: non più il centro assoluto del progetto, ma una risorsa da gestire in base alla partita e al ritmo richiesto.







































