Milannews24
·30 settembre 2026
Milan, Musah o Modrić? Il vero dubbio di Amorim è tattico, non gerarchico!

In partnership with
Yahoo sportsMilannews24
·30 settembre 2026

Nel dibattito attorno al Milan e all’operato di Rúben Amorim in questo inizio di stagione, uno dei temi più discussi riguarda la gestione di Musah e Modrić a centrocampo, con il dubbio se l’americano sia diventato improvvisamente un elemento più indispensabile del croato.
🌐
Calcio News 24 sempre con te su Google
Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.
Seppur nel complesso generale delle gare sin qui giocate i due si siano spesso suddivisi i minuti, appare evidente come Musah e Modrić non si sovrappongano esattamente nelle gerarchie e nei ruoli previsti dal tecnico portoghese.
La sostituzione vista contro la Lazio, infatti, arrivata all’intervallo con l’ingresso dello statunitense al posto del croato, va letta più come una contromossa squisitamente tattica. L’obiettivo era riaddrizzare una partita compromessa dal doppio svantaggio, compensando le difficoltà di Modrić nel tenere i ritmi elevati con le doti di strappo di Musah, rivelatesi un’arma fondamentale per rompere il palleggio dei biancocelesti.
Nella sfida successiva contro il Benfica, Modrić e Musah si sono sì scambiati nella formazione titolare, ma l’impiego dell’americano è stato legato principalmente all’assenza iniziale di Rabiot piuttosto che a una bocciatura dell’ex Pallone d’Oro. In quell’occasione, infatti, è stato Jashari a rilevare il croato per affinità di caratteristiche.
È vero che, nel corso della gara di Europa League, Rabiot è poi subentrato proprio al posto di Jashari, andando a formare la diga centrale con Musah. Anche in questo caso, però, l’andamento della partita richiedeva un cambio di passo a un Milan chiamato a spingere per la rimonta.
Infine, contro il Lecce, Musah e Rabiot sono tornati a fare coppia a centrocampo dal 76’ in poi, quando lo statunitense ha rilevato Modrić sul punteggio già rassicurante di 3-0. Un episodio che dimostra come le rotazioni rispondano a logiche differenti: dalla gestione delle energie alla volontà di sfruttare un Rabiot per palleggio e gamba rispetto all’assetto d’impostazione che avrebbe garantito la presenza contemporanea con Jashari a partita in corsa, con molta meno freschezza per eventuali ripartenze rossonere.
In conclusione, è chiaro a tutti che le caratteristiche di Musah e Modrić siano profondamente diverse, così come è innegabile che la classe del croato resti un valore primario. Al contempo, però, è opportuno contestualizzare i singoli momenti della gara: Amorim ha spesso puntato sulla dinamicità di Musah per garantire quel pressing e quella capacità di «assalto» utili ad alzare il ritmo della squadra, andando a integrare – e non a sostituire – le qualità di gestione e regia di Modrić.







































