Milan, non è ancora rivoluzione! Furlani resta AD, ma Calvelli “sblocca” l’allenatore: il punto | OneFootball

Milan, non è ancora rivoluzione! Furlani resta AD, ma Calvelli “sblocca” l’allenatore: il punto | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: DirettaCalcioMercato

DirettaCalcioMercato

·16 giugno 2026

Milan, non è ancora rivoluzione! Furlani resta AD, ma Calvelli “sblocca” l’allenatore: il punto

Immagine dell'articolo:Milan, non è ancora rivoluzione! Furlani resta AD, ma Calvelli “sblocca” l’allenatore: il punto

Giorgio Furlani è ancora AD del Milan, ma l’ultimo CdA ha conferito più poteri a Calvelli per arrivare ad Amorim: il punto societario.

Un retroscena burocratico scuote i vertici societari del Milan, svelando una realtà ben diversa da quella finora ipotizzata. Stando all’ultima visura camerale dell’AC Milan, estratta il 15 giugno 2026 e aggiornata al Registro delle Imprese lo scorso 12 giugno, Giorgio Furlani risulta ancora formalmente iscritto come Amministratore Delegato del club rossonero. Un dettaglio tecnico, finora sfuggito alla stampa sportiva tradizionale e portato alla luce dall’esperto Felice Raimondo, che certifica come le deleghe conferitegli dal consiglio di amministrazione il 6 novembre 2025 siano tuttora intatte e mai revocate.


OneFootball Video


La mappa del potere: le vecchie deleghe di Furlani ancora attive, l’ascesa di Calvelli e il buco fino a 100 milioni

Il documento ufficiale della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi parla chiaro: formalmente non è registrata alcuna cancellazione. Furlani mantiene sulla carta l’intero pacchetto di poteri ereditato a fine 2025, che gli garantisce la facoltà di firma singola per ciascuna operazione fino a un tetto massimo di trenta milioni di euro. Per le transazioni comprese tra i cinque e i venti milioni è prevista la firma congiunta con il CFO Stefano Cocirio, mentre per i grandi affari tra i trenta e i cento milioni di euro serve il via libera congiunto con il Presidente Paolo Scaroni o direttamente con il consigliere Gerry Cardinale. Un assetto che dal punto di vista legale non ha subìto modifiche ufficiali.

Immagine dell'articolo:Milan, non è ancora rivoluzione! Furlani resta AD, ma Calvelli “sblocca” l’allenatore: il punto

RIYADH, SAUDIA ARABIA – FEBRUARY 28: In this handout image provided by PIF, Massimo Calvelli, CEO, ATP (L) and Kevin Foster, Head of Corporate Affairs, PIF (R). (Photo by PIF via Getty Images)

Parallelamente alla permanenza formale di Furlani, la visura camerale fotografa però l’ingresso operativo di una nuova figura strategica. Nel consiglio di amministrazione dello scorso 28 maggio 2026, la società ha assegnato importanti deleghe di ordinaria e straordinaria amministrazione a Massimo Calvelli, investendolo di tutti i poteri necessari per garantire il buon andamento aziendale. I suoi limiti operativi, tuttavia, tracciano un perimetro nettamente differente e più circoscritto rispetto a quello dell’amministratore delegato uscente. Calvelli ha infatti potere di firma singola limitatamente a operazioni fino a 10 milioni di euro. Questa particolare configurazione finanziaria crea di fatto un evidente spazio scoperto per tutte le transazioni di peso intermedio che oscillano tra i 10 e i 100 milioni di euro.

Una struttura di transizione: i poteri bastano per il nuovo allenatore del Milan

Quella attuale ha tutte le sembianze di una governance provvisoria e di pura transizione. La coesistenza di un dirigente di fatto sfiduciato ma non ancora revocato e di un consigliere con poteri limitati fotografa l’attesa della proprietà RedBird, ancora alla ricerca di un nuovo amministratore delegato di caratura internazionale in grado di gestire le macro-operazioni finanziarie. Nel frattempo, però, l’attività sportiva non rischia la paralisi: i nuovi poteri conferiti a Calvelli lo scorso maggio risultano ampiamente sufficienti per finalizzare la nomina del nuovo allenatore e far partire ufficialmente la nuova stagione del Milan.

Il Milan, infatti, si prepara a inaugurare ufficialmente una nuova era tecnica. Il club rossonero ha raggiunto un accordo totale e verbale con Rúben Amorim, scelto dalla dirigenza per raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri sulla panchina del Diavolo. L’intesa tra i vertici di via Aldo Rossi e l’entourage del tecnico classe ’85 prevede un contratto biennale valido fino al 30 giugno 2028, con un’opzione di prolungamento per un ulteriore anno, fino al 2029. Per quanto riguarda l’ingaggio, l’accordo economico è stato impostato su una base fissa di circa 3,5 milioni di euro netti a stagione, a cui si aggiungerà una corposa serie di bonus legati al raggiungimento di trofei e all’obiettivo minimo del ritorno nell’Europa che conta.

Visualizza l' imprint del creator