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·29 maggio 2026

Milan, ritorno all’estero: Pochettino in pole per la panchina

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Milan, Mauricio Pochettino è in pole position per la panchina rossonero. Tutti i dettagli su quanto sta succedendo in casa Diavolo

Poco meno di un anno fa, il 30 maggio 2025, il Milan si affidava a Massimiliano Allegri, cercando in un esperto gestore italiano la garanzia per risalire la china dopo le turbolenze passate. Oggi, la dirigenza rossonera è pronta a una nuova inversione di marcia, orientandosi di nuovo verso un profilo straniero. L’obiettivo è duplice: abbracciare una filosofia calcistica più europea e “giochista”, e affidarsi a un tecnico capace di estraniare la squadra dalle pesantissime pressioni di San Siro. Il focus de La Gazzetta dello Sport.


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I contatti con Pochettino

In questo scenario si inserisce prepotentemente Ramon Planes. Il probabile nuovo uomo mercato rossonero ha individuato il candidato ideale in Mauricio Pochettino, con cui ha già condiviso anni di lavoro all’Espanyol e a Londra. Il cinquantaquattrenne argentino (con radici piemontesi a Virle), attuale ct degli Stati Uniti, vanta un curriculum di spessore tra Tottenham, PSG e Chelsea. I contatti sono più che avviati: Pochettino ha parlato la scorsa settimana con Giorgio Furlani e, proprio di recente, ha tenuto una videocall direttamente con Gerry Cardinale, nonostante le formali smentite di rito arrivate dal ritiro della nazionale americana.

I precedenti

Cardinale e Zlatan Ibrahimovic sono convinti che una nuova guida internazionale possa riportare finalmente disciplina nello spogliatoio. I precedenti recenti, tuttavia, ricordano quanto l’ambiente sia complesso. L’era di Paulo Fonseca si era chiusa in anticipo a fine 2024, marchiata a fuoco dalla clamorosa protesta di Theo e Leao, isolati dal gruppo durante il cooling break contro la Lazio. L’arrivo di Sergio Conceiçao aveva portato un’illusoria scossa (il trionfo in Supercoppa Italiana eliminando in rimonta Juve e Inter), ma era naufragato in un disastroso ottavo posto in campionato. Anche in quel caso non erano mancati i malumori interni, sfociati in scontri aperti con capitan Calabria e la solita gestione complicata del duo Theo-Leao.

La scelta definitiva

Nonostante il passato recente, la linea societaria è tracciata: il Milan è pronto a varare una struttura sportiva dal passaporto interamente straniero per tentare l’ennesimo rilancio.

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