Milannews24
·31 maggio 2026
Milan, senza Leao va abbandonata l’idea di un tridente? Fondamentale capire come costruire la rosa senza il portoghese

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L’annuncio che sa di addio di Rafael Leão apre un dibattito in casa Milan che va affrontato con urgenza: quale sarà il modulo di gioco con cui i rossoneri dovrebbero affrontare la prossima stagione e, perché no, il futuro a lungo termine?
Dopo un’annata con il 3-5-2 che non ha soddisfatto l’ambiente, anche a causa delle peculiarità di alcuni elementi chiave, tra cui lo stesso Leão, che facevano pensare al 4-3-3 come assetto ideale, la dirigenza potrebbe valutare di abbandonare definitivamente il tridente offensivo, concentrando il progetto tecnico su altri tipi di schieramenti.
L’ipotesi di proseguire con il 3-5-2 sembra comunque plausibile se si analizza la rosa attuale: Pavlović come braccetto o Saelemaekers come esterno a tutta fascia beneficerebbero enormemente di questo sistema. Allo stesso modo Rabiot (qualora venisse confermato) rappresenterebbe il perfetto centrocampista box-to-box, mentre Tomori si sposerebbe alla perfezione con il ruolo di braccetto destro nella difesa a tre.
D’altro canto, il 3-5-2 non è l’unica soluzione per esaltare questi giocatori. In caso di difesa a tre, l’undici rossonero potrebbe ridisegnarsi in un 3-4-2-1 o in un 3-4-3, varianti che dipenderanno molto dalla permanenza di Pulisic e dalle opportunità che offrirà il mercato.
Non va esclusa, però, la via della difesa a quattro. Appare difficile l’ipotesi di un 4-4-2 (almeno nella fase di possesso), mentre un 4-2-3-1, supportato da innesti mirati, valorizzerebbe elementi specifici, come una punta fisica “alla Giménez” o un trequartista offensivo con le caratteristiche di Nkunku.
La scelta del modulo di base resta il pilastro fondamentale per programmare la campagna acquisti, e persino la nomina del prossimo allenatore dipenderà da questa decisione strategica. I profili attualmente accostati alla panchina del Milan farebbero pensare a un’identità orientata verso il 4-2-3-1 o il 4-3-3 ma, come spesso accade nel calcio, sarà poi il verdetto del campo a dettare le scelte definitive.
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