Milannews24
·4 giugno 2026
Milan senza pace, rischio rottura totale: c’entra sempre Ibrahimovic

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·4 giugno 2026

Il Milan non ha ancora scelto il nuovo allenatore. Non ha ancora definito il nuovo assetto dirigenziale. E soprattutto non ha ancora trovato una sintesi tra le diverse anime che stanno provando a disegnare il futuro del club.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, nelle ultime settimane sarebbero emerse divergenze di vedute tra Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, le due figure che più di tutte stanno partecipando alla ricostruzione rossonera dopo una stagione chiusa senza qualificazione alla prossima Champions League.
Non si parla di rotture definitive o di scontri insanabili. Più semplicemente, Cardinale e Ibrahimovic sembrano avere idee differenti su come ripartire. Da una parte c’è il proprietario di RedBird, convinto che il Milan abbia bisogno di una struttura forte e ben definita. Dall’altra l’ex centravanti svedese, che continua ad avere un ruolo centrale nelle valutazioni sportive della società.
La differenza di vedute partirebbe proprio dalla panchina. Cardinale starebbe spingendo per Oliver Glasner, tecnico che piace per il lavoro svolto negli ultimi anni e per la capacità di costruire squadre organizzate e competitive. Un allenatore che si inserirebbe perfettamente nell’idea di rinnovamento immaginata dalla proprietà.
Ibrahimovic, invece, avrebbe altre preferenze. Lo svedese vedrebbe in Mauricio Pochettino il profilo ideale per rilanciare il Milan. Un allenatore abituato a lavorare in grandi club e capace di gestire spogliatoi pieni di personalità.

Ballottaggio Pochettino Glasner per la panchina – (Instagram usmt) – Milannews24.com
Due filosofie differenti. Due strade che porterebbero il club verso modelli tecnici piuttosto diversi. La questione, però, non riguarda soltanto il nome dell’allenatore. Le differenze emergerebbero pure nella scelta delle figure chiamate a guidare l’area sportiva.
Cardinale sarebbe favorevole all’arrivo di Ralf Rangnick, affidandogli un ruolo molto ampio all’interno della struttura tecnica del club. Il dirigente tedesco rappresenterebbe una figura di riferimento per tutta la programmazione sportiva.
Ibrahimovic avrebbe invece individuato in Ramon Planes il profilo giusto per ricoprire il ruolo di direttore sportivo. Una scelta diversa, sia dal punto di vista operativo che da quello strategico. In mezzo a queste discussioni, però, esiste una certezza che a Casa Milan nessuno mette in discussione.
La decisione finale spetterà sempre a Gerry Cardinale. Quando il proprietario rossonero ha avviato l’ennesima rivoluzione dopo il mancato accesso alla Champions League, il messaggio sarebbe stato molto chiaro: ascoltare tutti, raccogliere consigli e valutazioni, compresi quelli di Ibrahimovic, ma mantenere l’ultima parola su ogni scelta importante.
Per questo motivo le prossime settimane saranno decisive. Il Milan deve scegliere allenatore, dirigenti e direzione tecnica. E mentre le idee continuano a confrontarsi, una cosa sembra già stabilita: sarà Cardinale a decidere quale strada imboccare.







































