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·27 maggio 2026
🔍 Milan, sono 7 le alternative ad Iraola: dal sogno Emery a Glasner passando per Xavi e Van Bommel. Il punto

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Il Milan è alla ricerca del prossimo allenatore, dopo l’esonero di Max Allegri. I rossoneri puntano su un tecnico che possa portare un calcio più offensivo e divertente. Iraola, in uscita dal Bournemouth, è in cima alla lista, ma la sua priorità è la Premier League. Per questo motivo, i rossoneri si guardano attorno e studiano le alternative. Di seguito tutti i candidati, come riporta calciomercato.com
XAVI – I rapporti tra Ibrahimovic e Xavi sono sempre stati abbastanza positivi, nonostante qualche inghippo da spogliatoio legato all’esperienza non troppo felice dello svedese al Barcellona. La possibilità che l’uno ritrovi l’altro c’è, anche perché Ibra sta sondando personalmente la disponibilità di Xavi a ripartire dal Milan: piace per il gioco molto offensivo e, soprattutto, per l’appeal internazionale che il suo nome genererebbe per il semplice fatto di sedere sulla panchina rossonera.
THIAGO MOTTA – Nell’estate del 2024, il Milan si è trovato di fronte a una scelta importante: affidare la panchina a Thiago Motta o puntare su un profilo diverso. Alla fine, la dirigenza optò per Paulo Fonseca, lasciando che l’allora tecnico del Bologna intraprendesse la sfida Juventus. Una decisione che ha tracciato due percorsi molto diversi. Nonostante il flop juventino, il profilo di Thiago Motta continua a piacere: si tratta di un allenatore giovane, ma con già diverse esperienze in Serie A, e che ha dimostrato di saper lavorare bene con i giovani, una qualità che fa gola sia al gruppo RedBird. Motta conosce a fondo la Serie A, sia come allenatore che come ex centrocampista di Inter e Genoa, e ha mostrato una buona capacità di adattamento a budget e progetti tecnici differenti, una caratteristica importante in una fase di rifondazione.
GLASNER – L’attuale allenatore del Crystal Palace, impegnato stasera nella finale di Conference League, rappresenta una soluzione diversa rispetto ai profili tradizionali spesso accostati al club rossonero. Un’idea che intriga, divide e soprattutto racconta la volontà del Milan di aprire eventualmente un nuovo ciclo tecnico basato su intensità, organizzazione tattica e calcio verticale.
RANGNICK – Il Milan torna a corteggiare Ralf Rangnick, il guru del gegenpressing che il club rossonero avvicinò già nel 2020, dopo i primi mesi di Stefano Pioli in panchina: era il CEO dell’epoca Ivan Gazidis a premere per affidare la squadra all’allenatore tedesco, allora sulla cresta dell’onda per l’exploit del Lipsia, trascinato ai vertici del calcio tedesco dalla sua capacità di programmazione e dagli investimenti della Red Bull. Zlatan Ibrahimovic vorrebbe infatti affidargli il ruolo di direttore tecnico del Milan, affidandogli di fatto il vertice delle strategie sportive del club.
EMERY – Emery, reduce dalla vittoria dell’Europa League e qualificatosi in Champions, pare inarrivabile perché ha fatto bene con l’Aston Villa che non se ne priverà e che lo ha vincolato da tempo con un ingaggio in doppia cifra, quanto a milioni di euro.
POCHETTINO – Mauricio Pochettino, a differenza di Iraola, Xavi e Glasner, è sotto contratto con gli Stati Uniti e si sta “immergendo” in un Mondiale nel quale la sua nazionale sarà patrona di casa e avrà tante pressioni. Ibrahimovic vedrà Pochettino oltre oceano perché Zlatan sarà opinionista di Fox Sports, ma i tempi per la scelta dovrebbero essere più stretti.
VAN BOMMEL – Molto legato a Ibrahimovic, il suo stile rispecchia la sua carriera da giocatore: squadre fisiche, compatte, aggressive e molto attente all’equilibrio collettivo. Per lui la solidità del gruppo viene prima di tutto, e il suo calcio punta proprio su ordine, intensità e mentalità, più che sulla spettacolarità.







































