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·20 settembre 2026

Milan, torna Pulisic e scatta l’ora di Gonçalo Ramos: ecco perché Camarda deve ancora aspettare

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Pulisic torna titolare dopo un 2026 da dimenticare, mentre Gonçalo Ramos cerca il riscatto: e Camarda, per ora, resta in attesa del suo momento.

C’è un Milan che stasera, contro il Lecce, si gioca molto più di tre punti. E c’è un uomo che, più di tutti, ha bisogno di ritrovare se stesso: Christian Pulisic. Secondo La Gazzetta dello Sport, l’americano tornerà titolare per la prima volta in questa stagione, con l’obiettivo di sbloccare un 2026 da dimenticare.


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Pulisic, un anno da cancellare

In rossonero non gioca dal primo minuto da una vita: era il 26 aprile contro la Juve, e il Milan aveva già imboccato il vicolo cieco che avrebbe portato allo schianto nell’ultima di campionato. Da allora, un vero e proprio annus horribilis: guai fisici in serie, la delusione cocente al Mondiale casalingo terminato agli ottavi contro il Belgio, un nuovo e lungo infortunio (una microfrattura rimediata a luglio) e, soprattutto, un 2026 senza la gioia di un gol in partite ufficiali. Né con il club, né in nazionale: l’unico centro è arrivato a fine maggio in amichevole col Senegal. A complicare tutto, un rinnovo contrattuale che resta un’incompiuta, con la scadenza del 2027 che inizia davvero a incombere.

Eppure, se sta bene — e ora sta bene — non ci sono ragazzi di belle speranze, senatori adattati o prestiti da decifrare che tengano: l’unico vero docente di ruolo, là sulla trequarti, resta lui. L’uomo dei mezzi spazi come piace ad Amorim, il fantasista a cui bastano tre passi per saltare l’uomo e cinque metri per andare al tiro. Con lui dal primo minuto è previsto anche il ritorno di Mario Gila in difesa e di Rabiot a centrocampo.

Gonçalo Ramos, le partenze lente non sono una novità

Discorso diverso, ma altrettanto delicato, per Gonçalo Ramos. Il centravanti portoghese ha cominciato piano: un gol nelle prime cinque partite ufficiali, magro bottino per un attaccante pagato oltre 70 milioni di euro bonus compresi. C’è da preoccuparsi? Il suo andamento storico dice di no. Negli ultimi tre anni al PSG non ha mai fatto meglio: addirittura nel 2023-24, la prima annata parigina, era rimasto a secco in tutte e cinque le prime uscite stagionali, per poi chiudere a giugno con 14 gol. Gonçalo non parte a razzo, ci mette un po’ a mettersi in moto.

Il dato che preoccupa di più, però, è un altro: nelle due sfide contro Juventus e Lazio ha tirato in porta una sola volta, per giunta fuori bersaglio. Amorim continua a dargli fiducia, indicando anche la strada: “Dobbiamo aiutarlo e metterlo nelle condizioni di poter fare gol”. L’idea del tecnico sarebbe quella di circondarlo di giocatori capaci di servirlo nello stretto, come Pulisic e Hutchinson.

E Camarda? Perché aspettare è una necessità

Sullo sfondo resta Francesco Camarda, il talentino diciottenne che in questo 2026-27 ha giocato appena cinque minuti, nel finale contro la Lazio, quando Amorim aveva sperato potesse trovare il guizzo vincente, cambiando per la prima e finora unica volta il centravanti portoghese. Da una parte c’è la necessità di sbloccare Gonçalo, il fiore all’occhiello del mercato; dall’altra la consapevolezza che, in un periodo non facilissimo, responsabilizzare subito Camarda sarebbe pretenzioso e ingeneroso. Ecco perché aspettare Ramos non è soltanto una scelta, ma una necessità. E se il passato insegna, presto il portoghese inizierà a carburare.

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