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·27 febbraio 2026
Milinkovic compie 31 anni, da quasi 3 la Lazio ne è orfana: il suo addio l’inizio della fine

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Oggi Sergej Milinkovic-Savic nato a Lleida il 27 febbraio 1995 da genitori serbi compie 31 anni. E quando si parla di lui i tifosi della Lazio non possono di certo restare indifferenti, troppe emozioni vissute insieme, la consapevolezza di aver vissuto un centrocampista, un calciatore di livello assoluto, la cui mancanza si sente ancora oggi.
Sì perché quell’estate del 2023 è stata l’inizio della fine. Se solamente 2 anni, 6 mesi e 24 giorni fa i biancocelesti venivano celebrati per aver conquistato un 2° posto in classifica con conseguente qualificazione in Champions League e oggi invece sono al 10° posto senza più aspirazioni in Serie A, allora vuol dire che qualcosa di significativo è successo.
Sotto la presidenza Lotito i capitolini non erano mai arrivati al 2° posto in Serie A. Fino ad allora il traguardo massimo raggiunto è stato il 3° posto con Delio Rossi nel 2006/2007 e con Stefano Pioli nel 2014/2015. Simone Inzaghi non è andato oltre il 4° posto nel 2019/2020, così come Edy Reja nel 2011/2012.
I 65.000 laziali presenti in quel famoso Lazio-Cremonese del 28 maggio 2023 probabilmente mai avrebbero pensato ad un epilogo di questo tipo. E’ invece arrivata l’estate ecco le scelte che hanno condannato alla debacle un progetto che aveva portato la Lazio al secondo anno nell’Europa dei grandi.
Il 12 luglio 2023 arriva la cessione (già messa in conto) di Milinkovic-Savic all’Al-Hilal per 40 milioni di euro. A questo punto con i soldi incassati dal serbo e dal piazzamento Champions c’era l’opportunità di rinforzare seguendo le indicazioni di mister Sarri, come fatto negli anni da una squadra come l’Atalanta con Gasperini.
Claudio Lotito invece che accontentare l’allenatore che aveva ottenuto un risultato storico ed insperato ad inizio stagione ha preferito fare di testa sua. Ricci, Zielinski, Berardi e Milik le richieste; Rovella, Kamada, Isaksen e Castellanos i primi rinforzi. E, fortunatamente, in extremis è arrivato Guendouzi.
Senza dubbio non c’è stato l’upgrade sperato, anzi, la Lazio si sarebbe ritrovata a giocare la Champions senza nuovi calciatori con esperienza internazionale e priva del suo miglior giocatore.
Milinkovic-Savic è stato ed è ancora un calciatore totale: gol, assist, strapotenza fisica, colpo di testa, capacità di legare il gioco, imprescindibile nel recupero dei palloni. Uno di quelli che nella Lazio attuale difficilmente passerà ancora.
E da quasi 3 anni i laziali si sentono orfani del proprio Sergente, perché il suo addio ha coinciso con l’inizio di un parabola discendente. Non che sia dipeso tutto da quello, ma sicuramente è indicativo pensare come la società abbia pensato di sostituire uno dei calciatori più forti della Serie A con un mercato di quel tipo. Un atto di superbia pari a quello di non voler ascoltare le indicazioni di un allenatore come Sarri.
Quindi nel giorno del suo 31esimo compleanno più che un “Tanti Auguri” ci verrebbe da dire “Ci manchi Sergio”.









































