DirettaCalcioMercato
·18 agosto 2026
Modrić-Milan, un legame indissolubile: “Mai pensato di smettere. Il Milan è come il Real Madrid: sono qui per vincere”

In partnership with
Yahoo sportsDirettaCalcioMercato
·18 agosto 2026

Dopo le indiscrezioni sul futuro e il lungo percorso di recupero, Luka Modrić ha confermato il suo totale impegno con la maglia del Milan. Intervenuto in un’ampia intervista concessa ai canali ufficiali del club rossonero, il fuoriclasse croato ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a firmare il rinnovo contrattuale, affrontando i retroscena sul finale della scorsa stagione, il rapporto con i giovani compagni di squadra e le ambizioni per la nuova annata.
Il centrocampista croato ripercorre i momenti difficili seguiti all’infortunio subito contro la Juventus e la delusione per i risultati mancati dopo la gara con il Cagliari:
“Non ho mai pensato che potesse la mia ultima gara con il Milan. Avevo tanta voglia di ritornare a giocare subito questa stagione. Non ero a mio agio con la mascherina protettiva, ma in campo non mi sentivo al meglio. Ma non ho mai pensato che potesse essere la mia ultima gara con il Milan. Dentro di me sapevo di voler continuare, ma allo stesso tempo dovevo verificare altre cose che mi permettessero di farlo. Adesso sono qui e sono molto felice di essere tornato. Se devo riassumere tutto in una sola parola dico ‘frustrazione’, perché fino alla parte finale della stagione stavamo facendo bene, giocando bene e ottenendo risultati fino al mese di marzo. Fino a quel momento, eravamo in lotta per il titolo. Per quanto mi riguarda, mi è dispiaciuto non piter aiutare la squadra come avevo fatto prima dell’infortunio. Per me è stato davvero un momento difficile. Non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, ma a me sono rimaste molte altre cose, come l’atmosfera che si respira nel Club, nello spogliatoio, come ci siamo comportati, siamo sempre rimasti uniti e si è creato un tutto; questo mi ha fatto sentire tanto rispetto da parte di tutti. Poi la cosa più importante di tutte sono i risultati e non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. C sono state tante cose positive, ma alla fine la delusione rimane. Nei giorni seguenti a Milan-Cagliari ho pensato a cosa fosse successo e quali fossero le motivazioni di questo risultato negativo, ma non potevo rifletterci troppo a lungo per via degli impegni con la Croazia al Mondiale”.
Modrić sottolinea l’importanza della fiducia dimostrata dalla dirigenza e spiega quanto la presenza dei ragazzi più giovani lo sproni a dare il massimo:
“Sono sempre rimasto in contatto con le persone del Milan e, nonostante fossi al Mondiale, ho sempre avuto in testa il Milan. Avrei potuto firmare il prolungamento di un anno in ogni momento della stagione, anche a dicembre, ma prima volevo ascoltare il mio corpo, e capire come mi sentissi, quanta fame avessi, quanta passione avessi di giocare ancora. Il Milan ha dimostrato quanto ci tenesse a me e al fatto che facessi parte di questo nuovo progetto: era quello di cui avevo bisogno, quello che volevo sentirmi dire. Ne ho parlato con la mia famiglia e ho deciso di rimanere. Ogni giocatore ha bisogno della fiducia e dell’amore del club, dei tifosi, dei compagni, di chi lavora nella squadra. So che molti parlano della mia età e del fatto che molti giocatori abbiano 20 anni in meno di me. Ma io non penso a queste cose, anzi: mi fanno sentire più giovane. Giocare con loro mi fa sentire più giovane e mi sprona a competere contro di loro. E questo mi spinge ad andare avanti. Sono molto competitivo, mi piace lottare e avere voglia di competere. È stato fantastico, meglio di quanto mi pitessi aspettare. Ho sentito l’amore sin dal primo giorno e ovunque mi trovassi: per strada, sui social, ovunque. Quando provi così tanto amore, l’unica cosa che vuoi fare è restituire qualcosa ai tifosi e al club e dare tutto te stesso per provare a rappresentare il Milan nel miglior modo possibile. L’amore che ho sentito è stato incredibile. Ho giocato nel più grande club del mondo, il Real Madrid, ma la mia sensazione è che il Milan sia allo stesso livello. Chi parla del Milan, lo fa in maniera diversa rispetto ad altri club. E quando arrivi qui, capisci perché: è uno dei club più importanti del mondo, chi ci lavora lo rende grande, i tifosi. Ho capito come mai il Milan sia così grande. Ho la sensazione di essere qui da tanti anni e questo mi fa dare tutto me stesso. È bellissimo aver provato queste sensazioni. L’amore dei tifosi è la cosa più importante per me: se c’è questo, è facile prendere le altre decisioni. Senti che tutti ti vogliono, che continui a giocare. Questo è il luogo nel quale voglio essere ed è il motivo per cui sono qui”.
Il numero 10 rossonero indica la via per la squadra: umiltà, lavoro e l’ambizione costante di puntare ai traguardi più prestigiosi:
“La mia missione è dare il massimo e aiutare la squadra a vincere il più possibile. Sono tornato come se dovesse essere la prima volta e dovessi vincere. Non serve parlare molto: ora dobbiamo agire. Rimanere umile, lavorare duramente, restare uniti. Se giochi in un club come il Milan, la cosa più normale è pensare di voler vincere e non solo centrare la qualificazione in Champions. Devi puntare al massimo: per questo sono qui, questo è il mio obiettivo. Assieme al club, alla proprietà e all’allenatore condividiamo lo stesso obiettivo e per questo ho deciso di tornare. Voglio ringraziare tutti per il supporto da quando son arrivato. Ciò che chiedo ai tifosi è di rimanere con noi, di supportare il nostro progetto. Io posso promettere che daremo davvero tutto, ciò che i nostri tifosi meritano: speriamo che siano orgogliosi di noi. Abbiamo bisogno di loro per fare una grande stagione”.







































