Juventusnews24
·8 aprile 2026
Moggi non ha dubbi: «Altro che Nazionale, Conte sta bene a Napoli e deve restare lì. Calcio italiano? Bisogna fare solo una cosa»

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Il panorama calcistico italiano attraversa un momento di profonda riflessione e, per analizzare le dinamiche attuali tra club e Nazionale, è intervenuto un osservatore d’eccezione. Luciano Moggi è stato ospite ai microfoni di Radio Tutto Napoli per fare il punto della situazione, partendo dalle insistenti voci che vorrebbero Antonio Conte come prossimo commissario tecnico dell’Italia.
Secondo Moggi, gran parte di queste indiscrezioni appartiene a una narrazione giornalistica distante dalla realtà dei fatti. Interrogato sulla concretezza di un possibile approdo di Conte in azzurro, l’ex dirigente ha risposto: «Il problema è che i giornali devono scrivere qualcosa. Mi ricordo quando dicevano che, vinto il campionato, Conte sarebbe tornato alla Juventus, ma lui ha detto: io sto a Napoli. E deve restare a Napoli. Conte sa dove può stare bene e non andrebbe mai in situazioni catastrofiche come può essere considerata l’Italia di adesso. È un problema talmente grave che coinvolge tutto il sistema. Conoscendo Antonio, vi dico che lui sta bene a Napoli».
L’analisi di Moggi si sposta poi sulla struttura organizzativa della Federazione, ritenuta attualmente inadeguata per un profilo di alto livello. L’ex dirigente sottolinea come la stabilità trovata all’ombra del Vesuvio sia un fattore determinante per il futuro dell’allenatore leccese: «Lui potrebbe essere interessato a una situazione organizzata, ma la Nazionale in questo momento non lo è. È una disorganizzazione organizzata. Può tenerla d’occhio, ma non con possibilità di riuscita se non cambia la struttura. A Napoli si trova bene, è molto legato alla città e alla famiglia».
Per Moggi, il sistema mediatico tende spesso a forzare la mano per esigenze di vendita e visibilità, specialmente in un momento di vuoto di potere federale: «Se non si fanno nomi, la gente non legge. Allora bisogna inventare qualcosa per attirare attenzione. Se non c’è neppure un presidente federale definito, come si può parlare di chi andrà in Nazionale?»
La visione di Moggi sullo stato di salute del nostro movimento è impietosa. Il confronto con il passato evidenzia una parabola discendente che richiede interventi drastici: «Bisogna rifare tutto dalle fondamenta. Nel 2006 avevamo il campionato più bello del mondo, oggi è tra i più brutti. Siamo stati eliminati più volte e non ci siamo qualificati ai Mondiali» .









































