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Diego D'Avanzo·28 giugno 2026
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Diego D'Avanzo·28 giugno 2026
La fase a gironi del Mondiale è finita e ci ha fatto scoprire squadre impensabili, stati minuscoli e anche dei talenti che si stanno presentando ai massimi livelli del calcio internazionale.
Vediamo i giocatori che ci hanno stupito di più, rispetto alle attese, nella fase a gironi.
Il centrocampista classe 2005 del Friburgo guida la classifica cannonieri U21 del Mondiale con 3 gol (+ 1 assist). La rivelazione della Svizzera vale circa 50 milioni e i motivi sono diversi: è un centrocampista box-to-box con un grande senso del gol, capacità fisiche straordinarie e ottima tecnica palla al piede. Può ancora migliorare nei movimenti tra le linee ma è il prototipo di centrocampista moderno: dominante.
Il regista marocchino classe 2007 del Lille ha impressionato sia contro il Brasile sia contro la Scozia, per poi andare in panchina contro Haiti: preciso nei passaggi, impegnato nei contrasti, calmo nelle decisioni e intelligente nel posizionamento in ogni fase di gioco, sia nella sua metà campo sia in quella avversaria. Per questo costa almeno 70/80 milioni.
La Colombia è una delle sorprese del Mondiale e se le sue transizioni e la sua costruzione di gioco funzionano, una buona parte del merito è di Gustavo Puerta: centrocampista che è stato cruciale nella promozione del Racing Santander in Liga. Il classe 2003 ha un'ottima intelligenza nel posizionamento, gestisce i palloni velocemente e sa dribblare con il primo controllo in molte occasioni.
L'esterno del Lipsia classe 2006 aveva già una valutazione astronomica prima del Mondiale: questa competizione ha soltanto confermato le sue qualità fisiche e tecniche di primissimo livello. Non avrà ancora segnato ma è uno dei dribblatori migliori del torneo: con la palla al piede restituisce sempre un senso di pericolosità.
L'Italia lo conosceva già benissimo da fine marzo e ora tutto il Mondo si è accorto della forza di Alajbegovic, classe 2007 del Bayer Leverkusen: dribbling, sfrontatezza, tiro preciso e spessore caratteriale fuori dal comune. L'imprimatur di Ibrahimovic ne è la prova: "Un ragazzo di 18 anni in un Mondiale [...] che gioca come se fosse il padrone dello stadio. Questo è raro. Non è il tipico giocatore giovane che sperava solo di fare una buona partita. Si credeva il migliore in campo”.
Il più giovane messicano in un Mondiale: al classe 2008 (ancora minorenne) Gilberto Mora sono bastati 24' contro il Sudafrica e 72' con la Repubblica Ceca per mostrare il suo talento sulla trequarti. Veloce nei primissimi metri, visione di gioco nell'ultimo terzo di campo e tranquillità che non si addice a un 17enne: la stellina del Messico resterà ancora per poco al Tijuana.
L'attaccante marocchino del PSV, che tra poco dovrebbe andare al Bayern Monaco, si è rivelato a tutto il mondo con 3 gol consecutivi. La duttilità di Ismael Saibari (25enne) farà comodo a Kompany: capacità di segnare in area, fare gioco sulla trequarti e svariare per tutto il campo, anche come esterno puro: un mix di tecnica, fisicità e una certa agilità che lo rendono un giocatore da almeno 40 milioni.
Il centrocampista classe 2002 dell'Ecuador è stato capace di essere un giocatore affidabile nello smistamento, essere tra i migliori nella sconfitta contro la Costa d'Avorio ma anche di erigere un muro contro la Germania, oltre a fornire un assist. Nonostante l'altezza di 172 cm il centrocampista del Pumas è un uomo cardine dell'Ecuador: per questo non ha saltato neanche un minuto.
📸 Alex Grimm - 2026 Getty Images







































