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·9 marzo 2026

Mondiali 2026, allarme Boston: ancora niente accordo per far giocare le gare

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Le partite dei Mondiali 2026 previste nell’area di Boston restano avvolte dall’incertezza. A poco più di tre mesi dall’inizio del torneo, è ancora aperto lo scontro tra il piccolo comune di Foxborough, gli organizzatori locali e il gruppo proprietario del Gillette Stadium su chi dovrà pagare i costi di sicurezza.

Secondo quanto riportato da Front Office Sports, Foxborough, cittadina del Massachusetts con circa 19.000 abitanti, minaccia di non concedere la licenza necessaria per disputare le gare nell’impianto, dove sono in programma sette partite del Mondiale di calcio del 2026, compreso un quarto di finale.


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Il nodo riguarda 7,8 milioni di dollari di spese per la sicurezza. Il consiglio comunale sostiene di non aver mai firmato un accordo per ospitare i Mondiali e teme che il costo possa ricadere sui contribuenti locali, un onere che il bilancio della città non può sostenere.

Dall’altra parte, il comitato organizzatore locale — Boston 26 — e la società Kraft Sports & Entertainment, proprietaria dello stadio, sostengono che i fondi arriveranno principalmente da sovvenzioni federali e altre fonti pubbliche o commerciali. Tuttavia, il ritardo nell’erogazione di questi finanziamenti ha fatto crescere le tensioni tra le parti.

Il comune pretende garanzie immediate: senza copertura finanziaria anticipata, Foxborough potrebbe rifiutare la licenza per l’evento. Gli organizzatori hanno dichiarato di avere già circa 2 milioni di dollari disponibili e di aspettarsi oltre 30 milioni da fondi statali, federali e sponsor, ma ciò non ha ancora convinto le autorità locali.

Il termine decisivo è fissato per il 17 marzo, quando il consiglio comunale voterà sulla concessione della licenza richiesta dalla FIFA. Se non verrà raggiunto un accordo, le partite previste nel Massachusetts potrebbero essere a forte rischio, creando un problema organizzativo significativo per il torneo.

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